Spalletti-Juventus, revoca della cittadinanza onoraria: "Il Comune di Napoli può farlo"
Vincenzo Imperatore a chiare lettere chiede la revoca della cittadinanza onoraria di Napoli per Luciano Spalletti: "Occorre coerenza e rispetto del legame simbolico con la città".

La notizia dell'avvento di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è stata accolta con rammarico e un pizzico di rabbia da parte dei tifosi napoletani. Le parole del tecnico di qualche anno fa sono state portate via dal vento, il toscano non si è dimostrato sincero.
Spalletti-Napoli, revocare cittadinanza onoraria?
"Spalletti e Napoli, ora basta: la cittadinanza onoraria va revocata", è quanto proposto da Vincenzo Imperatore nel suo articolo per SportDelSud.it. Il noto analista finanziario e giornalista motiva con tali parole la sua proposta: "La cittadinanza onoraria non è un premio sportivo, ma un atto solenne, con cui una comunità riconosce come “figlio” chi ne incarna lo spirito. È un titolo morale, non formale, che presuppone coerenza e rispetto del legame simbolico con la città".
Il Comune di Napoli ha possibilità di revoca
Imperatore spiega: "Proprio per questo motivo, molti Comuni italiani hanno inserito nei propri regolamenti la possibilità di revocare l’onorificenza a chi “se ne renda indegno”. E il Comune di Napoli? Pur non avendo un regolamento pubblicamente dettagliato, ha già esercitato questo potere: nel 2017, con la delibera n.199/2017, la Giunta comunale revocò la cittadinanza onoraria al generale Enrico Cialdini, motivando la decisione come “atto di riconoscimento della memoria storica delle vittime delle stragi”. Dunque, non solo la revoca è possibile, ma è anche coerente con la prassi amministrativa del Comune di Napoli. Il caso Spalletti è diverso, certo: non si parla di crimini o di revisioni storiche. Ma resta il nodo della “dignità del titolo”. Chi riceve la cittadinanza onoraria di Napoli la riceve come simbolo di appartenenza, come riconoscimento di un legame profondo con la città e la sua gente. Accettare poi di allenare la Juventus — la squadra simbolicamente più lontana, in ogni senso, dal sentimento popolare partenopeo — è una scelta che recide quel legame. Aldilà dei tatuaggi e delle dichiarazioni filosofeggianti".
"La città difenda i propri riconoscimenti"
"Non serve demonizzare Spalletti: è libero di fare le proprie scelte professionali. Ma la città è altrettanto libera di difendere il valore morale dei propri riconoscimenti. Il Consiglio comunale di Napoli, dunque, ha ogni strumento per valutare una revoca motivata, nel pieno rispetto dei regolamenti comunali italiani che prevedono la decadenza dell’onorificenza quando vengono meno le condizioni di rappresentanza, coerenza o rispetto simbolico verso la comunità che l’ha concessa. In altre parole, non si parla di “indegnità morale” nel senso comune del termine, ma di incompatibilità istituzionale e valoriale tra il comportamento dell’insignito e il significato civico del titolo ricevuto", sottolinea Imperatore su SportDelSud.
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