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Rincon si sfogò: "A Napoli per strada mi insultano, voglio andare via"

Lo sfogo coi giornalisti a febbraio 95, parlò anche di razzismo, poi sul razzismo ritrattò. Attaccò compagni e società.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

15/04/2022 10:42 - Rassegna stampa
Rincon si sfogò: A Napoli per strada mi insultano, voglio andare via

Rincon è morto all'età di 55 anni a seguito di un incidente in auto. Repubblica ha ripercorso l'avventura del colombiano in azzurro concentrandosi sul difficilissimo inizio: "Rincon contro Napoli. Anzi, la città contro Rincon. Ma stavolta non è una storia di gol. E’ una storia sorprendente di razzismo, in una città che ha mostrato più di una volta la sua tolleranza e il razzismo l’ ha semmai subìto, sulla propria pelle. Rincon era il giocatore nero venuto dalla Colombia per fare grande la squadra, poi è diventato l’ oggetto misterioso, l'attaccante deludente che ha ispirato al San Paolo solo fischi e antipatici cori. Oggi è un uomo che non può uscire di casa, perché è coperto e inseguito dagli insulti dei tifosi. E che ieri si è lasciato andare a uno sfogo amaro: "Mi sento prigioniero di questa città. Non esco di casa, di Napoli non conosco nemmeno le strade. Quando posso, corro lontano. A Bari, o a Roma, a trascorrere il mio giorno libero. Qui non ne posso più, non vedo l'ora che finisca il campionato. Per strada mi insultano, mi dicono cose brutte, cattiverie…".


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"Rincon - si continua a leggere - non vuole chiarire. Ma sono insulti razzisti quelli che alcuni tifosi hanno rivolto a lui, alla moglie e ai due figli nelle strade di Napoli. 'Sporco negro, vai a Villa Literno, a raccogliere i pomodori': schiaffi violenti, a un giocatore che non è entrato mai veramente nel cuore dei tifosi, e che ora è attaccato anche per la sua pelle nera. 'Ho avuto paura, certo. Per me è diventato un inferno, immaginatele voi le cose che mi dicono. So solo che le cattiverie sono tante. Che, fossi stato più giovane, sarei scappato subito da questa città…'. La storia tra Rincon e il Napoli è finita prima ancora di cominciare. Tre gol soltanto dopo le mille promesse dell’ estate, una serie di delusioni, le incomprensioni con i due allenatori avuti dalla squadra, Guerini e Boskov, che però curiosamente l’hanno mandato quasi sempre in campo, l’intervento forse del Parma, comproprietario del giocatore, interessato a non svalutare un suo patrimonio: il colombiano s’è presto isolato dalla squadra, che oggi gli esprime solidarietà, e dalla società, che avrebbe voluto cederlo a Natale. 'Nessuno mi ha aiutato. Ho combattuto da solo la mia battaglia. All’ inizio, i compagni mi invitavano ad uscire con loro, io ho rifiutato spesso, per il mio carattere schivo. Poi nessuno l'ha fatto più. E la società: lasciamo stare… Ho sentito con le mie orecchie un dirigente che diceva di me: non è un giocatore di calcio. Gli altri non mi hanno mai aiutato. A Napoli non ho amici, ne ho conosciuto solo uno che sta al di fuori del calcio, si chiama Armandino e fa il tassista: mi ha fatto capire tante cose, se vado avanti lo devo anche a lui…'. Rincon ha raccontato la sua amarezza con gli occhi lucidi. Era quasi in lacrime. A Napoli, dice, ha avuto paura già dopo le prime partite, i primi fischi, le prime delusioni".


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Lo sfogo era su tutti i giornali. Il giorno dopo, il colombiano fu costretto a una mezza smentita, soprattutto sul razzismo. Ancora da Repubblica: "'Stasera contro la Cremonese mi aspetto solo gli applausi dei tifosi del San Paolo’. Freddy Rincon fa marcia indietro, precisa alcune sue dichiarazioni. Ha ancora paura il colombiano, che non vede l’ora di lasciare Napoli e di finire questo campionato. 'Sì, sono stato insultato – ha ripetuto ieri mattina a Soccavo il giocatore – sono parole che mi hanno amareggiato moltissimo, che fanno male. Ma sono state pronunciate contro il calciatore, non contro il colore della mia pelle'". Rincon lasciò Napoli dopo appena una stagione.


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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