Iniesta confessa: "Chiamai i miei piangendo, fu un momento terribile"
Andres Iniesta, in un'intervista rilasciata al quotidiano AS, ha spiegato le motivazioni dell'annuncio del ritiro dal calcio e un periodo duro che ha vissuto durante la sua carriera.

Uno degli ultimi signori del calcio, che nel panorama moderno stanno sempre più scomparendo, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Andres Iniesta ha annunciato il suo addio al calcio, la leggenda spagnola ha giocato fino a 40 anni - l'ultima avventura all'Emirates Club negli Emirati Arabi Uniti - e non ha mai sfigurato. Del resto, è considerato uno dei centrocampisti più forti della storia del football. In un'intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS ha parlato delle ragioni del suo ritiro e del duro periodo psicologico trascorso nei primi periodi al Barcellona.
Ecco le sue parole: "Il giorno dopo l'annuncio del ritiro? Mi sono svegliato come ogni giorno. Non è successo da un giorno all’altro. È stato un processo mentale lungo per abituarsi all’idea. Mi sono svegliato felice di ciò che è avvenuto martedì".
"Perché questa scelta? Il corpo iniziava a farmi male già al risveglio. Costava sempre di più ed era sempre più difficile recuperare dopo le partite. Questa è stata la prima e unica volta che ho pensato al ritiro. Finora non l’avevo visualizzato. Da quando sono andato in Giappone sapevo che era l’ultimo passo, e poi con gli Emirati avevo già in mente di cercare altro e cominciare a studiare da allenatore”.
Poi, confessa di aver vissuto momenti di depressione nei suoi primi anni al Barcellona: "Nei primi periodi a Barcellona ho passato un brutto momento e questo in seguito ti mette a dura prova in un modo o nell’altro. La prima notte ho chiamato i miei piangendo, se non si fossero messi in macchina per venire a trovarmi, ora non so dove sarei. Ora ci sono più mezzi per curare i sintomi della depressione, individuarli e farci aiutare. Devi lasciarti aiutare".
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