Presidente arbitri squalificato, AIA commissariata. Alvino: "Una sola strada da percorrere"
Il giornalista Carlo Alvino attraverso i suoi canali social ha messo in evidenza la situazione che sta vivendo il mondo arbitrale italiano.

Il giornalista Carlo Alvino, attraverso i suoi canali social, ha commentato la vicenda relativa alla squalifica del Presidente dell'AIA Zappi, che decadrà dall'incarico, dopo che la Corte d'Appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ha respinto il ricorso che aveva presentato.
Il giornalista partenopeo, attraverso i suoi canali, ha evidenziato: "La Corte Federale d’Appello della FIGC ha respinto il ricorso presentato dal presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, confermando la squalifica di 13 mesi già inflitta in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Secondo quanto previsto dall’articolo 29, comma 1, dello Statuto FIGC e dall’articolo 15 del Regolamento AIA, una squalifica superiore ai 12 mesi comporta la decadenza automatica dalla carica. Con la conferma della sanzione, Zappi è dunque destinato a decadere dalla presidenza dell’AIA. In attesa delle motivazioni della sentenza, si va ora verso il commissariamento dell’Associazione Italiana Arbitri".
Inoltre, Alvino, ha aggiunto: "Se il vertice del sistema arbitrale italiano si trova in una situazione così compromessa, il problema non può essere ridotto a una responsabilità individuale. È il segnale di una mala gestione che, evidentemente, si trascina da anni. Quando emergono pressioni sui vertici tecnici e interferenze nelle scelte, viene messo in discussione l’intero sistema delle designazioni e delle progressioni di carriera. E il risultato lo vediamo ogni settimana sui campi: polemiche, errori, sfiducia crescente. La FIGC ha ora una responsabilità storica. Il commissariamento è l’unica strada da percorrere e a seguire deve esserci una riforma profonda che sradichi definitivamente il sistema delle promozioni politiche e delle logiche di appartenenza".
Infine si augura: "In Serie A e al VAR devono arrivare i migliori, non i più “allineati”. Un primo passo concreto verso la trasparenza sarebbe semplice ma rivoluzionario: rendere pubbliche, al termine di ogni partita, le valutazioni attribuite ai direttori di gara. I voti, le relazioni tecniche, i criteri di giudizio dovrebbero essere accessibili a tutti gli amanti del calcio. Il calcio italiano ha bisogno di arbitri autorevoli, non di equilibri costruiti nelle stanze. Serve trasparenza, meritocrazia e discontinuità vera. Altrimenti la sfiducia continuerà a crescere, e con essa il distacco dei tifosi da un sistema che oggi appare sempre più anarchico".
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