Marino: "De Laurentiis mi chiamò e disse: sono di Avellino come te. Ho guarito un Napoli malato"
Il racconto di Pierpaolo Marino: "Mi faccio i complimenti, perché ho costruito le fondamenta. La promozione in B festa unica, superiore allo Scudetto".

Pierpaolo Marino ha ricordato i suoi trascorsi da direttore del Napoli ai microfoni di Radio Marte. "Come divenni un dirigente del Napoli della rifondazione? De Laurentiis mi contattò e pensavo fosse uno scherzo, perché all'epoca ero ad Udine... Mi chiamò al mattino, vero le 8:30. Me lo passarono, sentii la sua voce e pensavo fosse uno scherzo. Si presentò e disse: 'Sono avellinese come te', perché ha origini di quelle parti. Capii che faceva sul serio, e mi disse: 'Con lei posso rifondare un Napoli che arrivi in Champions in pochi anni'. Mi mandò un biglietto aereo, informai Pozzo e fui autorizzato a recarmi da Aurelio. Mi venne a prendere il figlio Luigi, arrivai alle 23:00. In albergo trovai De Laurentiis e Chiavelli, parlammo fino alle 6:00 del mattino. Parlammo di tutto, trovare l'accordo fu la cosa più semplice".
Sul perché della sua scelta: "Quell'Udinese che lasciai - ricorda Marino - era in un buono stato di salute e riuscì a togliersi delle soddisfazioni. Avevo sempre sognato tornare a Napoli, dopo i miei trascorsi degli anni precedenti, e finalmente ci riuscii. Aiutare il Napoli a risollevarsi mi sembrava una missione da compiere, come quando si va ad aiutare un caro parente ammalato, per farlo guarire. Il nostro Napoli guarì subito e, in qualche anno, arrivammo subito in coppa. Mi faccio i complimenti, perché ho costruito le fondamenta. Ho insegnato io a De Laurentiis? Nessun insegnamento, ma gli ho trasfuso la mia esperienza".
E ancora: "La promozione in Serie A è stato il momento più emozionante? Una cosa bellissima: nemmeno per il primo Scudetto ricordo una festa simile a quella che trovammo in città quando tornammo da Genova", conclude Marino.








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