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Spalletti: "Lazio forte, il Napoli deve riorganizzarsi. Diamo tempo a Kvara, Kim una certezza. Mercato e Sarri..."

Giornata di vigilia di campionato per il Napoli che domani sfiderà la Lazio, Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

02/09/2022 14:07 - Interviste
Spalletti: Lazio forte, il Napoli deve riorganizzarsi. Diamo tempo a Kvara, Kim una certezza. Mercato e Sarri...

Il Napoli nella giornata di domani sfiderà la Lazio allo stadio Olimpico, quinta giornata del campionato di Serie A 2022-2023. Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa da Castel Volturno. "Bisognerebbe rivedere le sintesi sulla qualità di gioco, riconoscere più velocemente dove si libera lo spazio, per andarci a giocare dentro, muovere la palla con meno tocchi e più qualità. Kvaratskhelia miglior giocatore del mese di agosto, ma nelle ultime due gare non ha fatto bene come all'inizio: gli servirà un periodo di adattamento che passerà per il turnover? No, sono cose normali, dipendono anche dalla forza dell'avversario che si trova davanti e dalla condizione del momento. E' un ragazzo che viene da un paese differente, abituato a cose diverse. Un po' di conoscenza ci vuole sempre, è logico. Per trovare la scorciatoia a questo adattamento, si bruciano più energie e viene a mancare qualcosa. Sono periodi. E' un investimento che dobbiamo fare, sennò diventa tutto più difficile".


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"A che punto sono, con la preparazione atletica e tattica, i nuovi arrivati? Sono a buon punto: si comincia a conoscersi. Si fanno delle sintesi di quella che è la nostra partita, dell'avversario che andiamo ad incontrare. Si comincia a parlare di quello che è il nostro calcio, la cosa che vorremmo andare ad offrire in termini di spettacolo e di gioco di squadra. Secondo me, siamo ad un buon punto. Negli allenamenti, la palla gira abbastanza bene e si va anche con i ritmi e la velocità giusti. Bisogna andare forte. Molte fasi della parti vanno fatte il più forte possibile. Quando ci annullano la pressione, bisogna saper ritrovare lo schema base di squadra. Dobbiamo essere pronti a sterzare dall'altra parte. Va fatto tutto in maniera forte e continua per ritrovare il blocco-squadra".


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Poi ancora: "Sarri? L'ho detto più volte, ogni volta che l'ho incontrato, che la qualità del suo calcio è riconoscibile. Il sistema è abbastanza rigido, è il 4-3-3, ma poi gli schemi si deformano: si rimane con il 4-3-3, si vanno ad occupare i vuoti che la squadra avversaria lascia. E' un qualcosa a cui i giocatori devono adattarsi, devono abituarsi a scenari differenti. Se lo spazio della mezzala è occupato, bisogna reagire. La Lazio fa un calcio di pressione continua, è evidente. Si crea spazio alle spalle e si può esaltare la qualità del Napoli. Quando ti vengono addosso, però, le velocità diventano ridotte e gli spazi si fanno stretti. Dobbiamo essere bravi a  trovare le vie di mezzo, i vuoti: dobbiamo accorgerci di dove li lasciano, e non sarà solo sulla trequarti".

"Sono felicissimo di essere l'allenatore del Napoli, le mie ambizioni sono di un livello di qualità a cui non so se gli altri possano arrivare col pensiero. Io non garantisco niente. Se volete, il Napoli lo alleno volentieri".

"Raspadori è un calciatore duttile, che ha questo saper riconoscere ed adattarsi ai vuoti facilmente. E' forte sull'impatto fisico, sa reggere la palla addosso, non gli dà fastidio la marcatura perché ha forza muscolare. In questa liquidità di calcio, può fare la punta esterna, il trequartista, la mezzala, la prima punta... E' abbastanza duttile e completo. Sa adeguarsi. Il calcio è facile, però, se si va un po' più in là, si intravede quel qualcosa in più che si può dare".

"Ndombele è un grande calciatore, deve adattarsi al nostro calcio, ma sa far viaggiare la palla veloce. Pensa prima. Quando passa la palla, si sente il rumore. Ha lo specchietto del retrovisore ben angolato per vedere dietro e, quando la dà avanti, ha delle imbucate di grandissime qualità. Ha un ottimo tiro e un grande impatto fisico. Bisogna un po' elevare il tutto e farlo giocare qualche volta".

"Kim è un gran difensore? E' una certezza, una sicurezza. Sin dal primo momento in cui entrato in campo, si è vista questa sua personalità, la sua naturalezza nell'essere forte e di livello. E' sulla buona strada".

"Non modifico niente del mio lavoro: vado avanti per la mia strada, per creare allenamenti fatti bene e riuscire a sviluppare un buon gioco; un gioco che sia riconosciuto e che risulti piacevole agli sportivi di palato fine, come quelli del Napoli. Si può vincere o morire, ma a me garba campare, e non per aria: per terra. Se non vinci, parlano di fallimento. Io non so se vinco, perché la direzione, anche quest'anno, è quella lì: o vinci, o sei fallito. C'è da riorganizzare questa squadra. L'anno scorso, quando si è fatta una partita sotto livello, quella dopo si è ribaltato il pronostico perché qualcuno ha un carattere abbastanza umorale e vive su quanto fatto la settimana prima. Le personalità erano quelle lì, ma adesso c'è un nuovo corso. Il percorso di crescita può avvenire più velocemente o lentamente, avremo tanto da fare. C'è bisogno di tempo per diventare un gruppo di calciatori come quello dell'anno scorso: lo avevo messo in conto, perché abbiamo avviato un nuovo ciclo".

"Lazio-Napoli? Loro giocano un buonissimo calcio. Secondo me, hanno il nostro valore. Abbiamo il valore della Lazio, come anche l'anno scorso, secondo me. C'è da andare a giocarsela e far vedere chi sia più bravo sui novanta minuti. Le partite hanno un'importanza massima, tutte: perché tutte possono darti tre punti".

"Avverto un clima negativo? Io non avverto niente, ma pure se lo avverto non modifico niente del mio comportamento e del mio lavoro. Vivo per creare allenamenti fatti bene e sviluppare un grande gioco, piacevole per sportivi di palato fine come quelli del Napoli. Ma a si mette sempre con vincere o morire ed a me garba poco, se non vinci hai fallito... e io non so se vinco, la direzione è quella lì. Quelli andati via li avete visti o vi serve lo schema? Bisogna riorganizzare la squadra, si cambiano i pronostici in base a ciò che è successo il giorno prima. Le personalità erano quelle lì, è un percorso di crescita, lo si può fare più velocemente o lentamente ma c'è da farlo e serve un po' di tempo per diventare un gruppo come l'anno scorso, io l'avevo messo in conto nel nuovo ciclo di giocatore".

"Soddisfatto dal mercato? Sono soddisfatto. Qual è il presente di questa squadra? Un calcio riconoscibile dai tifosi e bisogna stare nel gruppo dell'alta classifica, di quel condominio, è un campionato difficile ma dobbiamo assumerci le responsabilità nel vestire questa maglia con questo passato, chi ci ha giocato e le qualità che abbiamo".

"La costruzione dal basso? L'unica via per far diventare calciatori del Napoli quelli arrivati è farli giocare, altrimenti è difficile. Abbiamo costruito con qualità di gioco sotto livello per il nostro modo di fare, se si va dentro l'analisi è faticoso ma se io gioco la palla a 15 metri dal mio avversario, se perdo palla non gli posso rimontare addosso. Io devo fare marcatura preventiva e rimontargli addosso, se vengo col mediano sotto la linea degli attaccanti non muovo niente, loro sono 10 sotto palla, noi 3 in costruzione e non li vado a stanare, non trovo spazi. Tutte situazioni di pochi secondi, pochi metri, ma che fanno la differenza. Quando si abbassano gli spazi si riducono, come nel secondo tempo, serve più qualità e non devi sbagliare la palla buona".

"I moduli di gioco? I sistemi sono sulla carta quando li guardiamo, ma una volta si diventa 4-3-3 con due punte vicine ad Osimhen, una volta 4-4-2 con l'inserimento di un mediano che galleggia, quando Di Lorenzo sale in sovrapposizione interna o esterna... Politano è dentro il campo nella via di mezzo, se rompe il centrale opposto per prenderlo la punta ha lo spazio per attaccare alle spalle. Kvara è forte nell'uno contro uno, se punta il terzino è uno che sa saltarlo, la soluzione a tutti i discorsi".

"Se ho il rammarico di non aver confermato gli uomini delle prime giornate col Lecce? Averlo chiaro il giorno prima è difficile, gli allenamenti vanno visti per capire chi ha smaltito o meno la fatica. Ieri mezza squadra non s'è allenata, deve fare defaticante, dire oggi chi scenderà in campo diventa difficile. Stia tranquillo che le scelte le sbaglio, ma sono attento...  ogni volta che non si vincerà diventerà così, ma è impossibile giocare con gli stessi e nell'arco di 3-4 partite giocheranno in tanti", termina la conferenza stampa.


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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