Fedele contro Conte: "Non deve più parlare! Il suo motto è: non è colpa mia"

Enrico Fedele critica Antonio Conte per le sue dichiarazioni dopo Juventus-Napoli, finita 3-0.
Enrico Fedele non le manda a dire ad Antonio Conte. L'ex procuratore e dirigente sportivo, ospite abituale di Stile Tv, ai microfoni della trasmissione 'Salite sulla Giostra' non ha risparmiato stilettate all'allenatore del Napoli, dopo la sconfitta contro la Juventus.
Fedele attacca Conte: "Stia muto"
A Conte direi che è un ottimo allenatore, ma non deve più parlare. Giovane mi ha ricordato Caio, quel ragazzo brasiliano. A volte siamo prevenuti perché se quel gol anziché Lukaku l’avesse sbagliato Lucca chissà quante gliene avrebbero dette. Gennaio è un mese determinante, se si voleva operare sul mercato bisognava trovarsi pronti. E se non si poteva operare, era meglio tenersi i propri perché Lang non ha grosse doti realizzative, ma l’uomo lo salta e lo stesso Lucca è lo stesso che ha fatto 12 gol in serie A. Ma, se non giochi mai è ovvio che non aiuti giocatori che comunque hanno dei limiti”.
I "comandamenti" di Conte secondo Fedele
"Gli infortuni muscolari? Il primo comandamento di Conte - prosegue Enrico Fedele - recita 'non ho colpe', il secondo 'non ho responsabilità', e via discorrendo, ma anche 'i campi sono duri', 'cosa volete da me?', 'la preparazione è fatta bene'… Conte è un ottimo allenatore, ma un pessimo comunicatore. Pensasse solo ad allenare, magari anche facendo una rivoluzione perché qui i portieri non devono più parare, ma saper giocare, i terzini non devono marcare, ma guardare solo la palla, i centrocampisti devono attaccare e non guardare la zona per non prendere gol e gli attaccanti segnare 20 gol. Ma non è così, il calcio è cambiato", conclude l'opinionista.








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