Gemellaggio Roma-Napoli (tristemente) finito, Forgione: "Il vero colpevole non fu Bagni"

Perché lo storico e meraviglioso gemellaggio tra romanisti e napoletani è finito? La ricostruzione storica di Angelo Forgione.
Roma e Napoli sono due tra le squadre più attrezzate per la conquista dello scudetto. Se sulla compagine di Antonio Conte c'erano pochi dubbi (per qualità e competitività dell'organico), quella di Gian Piero Gasperini è finora una vera e propria sorpresa.
Perché il gemellaggio Roma-Napoli è finito
Roma e Napoli si affronteranno questa sera domenica trenta novembre per la sfida di cartello della tredicesima giornata del campionato italiano di Serie A. Una partita molto sentita anche per il rapporto non proprio idilliaco tra le rispettive tifoserie. Eppure in passato giallorossi e partenopei erano gemellati. Angelo Forgione scrive a tal riguardo: "Più facile spezzare un atomo che... una tradizione errata".
"Roma-Napoli ad alta quota, e ritorna il racconto parziale del gemellaggio tra le due tifoserie interrotto dal gesto dell'ombrello di Bagni nell'ottobre 1987. Gesto che non piovve improvvisamente dal cielo per un improvviso raptus del centrocampista azzurro, ma fu estrema conseguenza del clima ostile dell'Olimpico durante tutta la partita. Clima che già si era manifestato un anno prima, durante il match Roma-Napoli dell'ottobre 1986, quello della vera rottura del gemellaggio per l'approdo in Azzurro del laziale Bruno Giordano e anche per la crescita di ambizioni del Napoli con Maradona, contestualmente alla perdita di competitività al vertice della Roma", sottolinea lo scrittore Angelo Forgione.






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