Calcio da cambiare. Regole e protocolli nuovi, serve restituire pathos agli appassionati
Abbiamo chiesto ad Alessandro D'Aria, match analyst, un parere su quanto sta avvenendo nel calcio alla luce dei recenti regolamenti del mondo arbitrale.

Il mondo arbitrale sta sempre di più condizionando il gioco del calcio, il sistema sta perdendo di passione per via di un regolamento e di una tecnologia troppo fredda e statica. Il fuorigioco semi-automatico, le troppe interruzioni e il Var sono temi troppo importanti per non essere analizzati. Abbiamo chiesto un parere ad Alessandro D'Aria, match analyst.
Il calcio ha perso il pathos
“Stiamo attraversando una delle fasi più delicate e buie della storia del calcio moderno. Si rischia di far perdere credibilità ad uno dei giochi più antichi e soprattutto di allontanare i ragazzi e gli appassionati da questo sport. Bisogna restituire il pathos, ormai vittima della oggettivizzazione, o presunta tale, impartita dalle nuove regole, da protocolli da ratio opinabili e da improvvide interpretazioni di sorta”.
Il caso del fuorigioco semi-automatico
“Quello che sta emergendo sul tema fuorigioco è uno scontro molto chiaro tra due visioni del calcio che si stanno rivelando molto diverse. Da una parte la FIFA, con Infantino e Wenger, che ritiene che VAR e fuorigioco semi-automatico abbiano spostato troppo l’ago della bilancia verso i difensori e che quindi serva una correzione per ridare vantaggio agli attaccanti. Dall’altra UEFA e federazioni britanniche, molto più conservatrici, che temono un effetto collaterale importante: difese più basse, squadre più chiuse e un calcio meno spettacolare”.
“Il famoso concetto di “luce” è visto come troppo radicale, perché rischia di alterare profondamente le dinamiche tattiche, regalando metri agli attaccanti. Per questo si sta cercando un compromesso, come l’idea di considerare solo il busto per il fuorigioco, escludendo arti e testa: una soluzione che limiterebbe gli eccessi senza stravolgere tutto. Bisogna evitare sia un calcio ultra-difensivo sia risultati troppo estremi. In sintesi, il dibattito è aperto, ma la “Regola Wenger” oggi è tutt’altro che vicina all’approvazione definitiva”.
La riunione dell'IFAB
“Di fondamentale importanza la riunione del prossimo 20 febbraio dell’IFAB, in cui si metteranno al vaglio diverse possibili innovazioni. Tra quelle più avanti nell’iter di approvazione c’è senza dubbio la regola dei due minuti a bordocampo per i giocatori che richiedono cure mediche dopo uno scontro di gioco, regola già sperimentata in diverse competizioni, tra cui la MLS e l’Arab Cup. Una variazione che mira a tutelare la salute dei calciatori e a scoraggiare le perdite di tempo, costringendo in inferiorità numerica per 120 secondi la squadra di chi simula o accentua le conseguenze di un normale contrasto. Sono previste due eccezioni, per i portieri, ovviamente, e nei casi in cui il fallo venga sanzionato disciplinarmente con un’ammonizione o un’espulsione”.
Interruzioni eccesive
“Altro fronte caldo è quello delle interruzioni eccessive. Dopo l’introduzione degli otto secondi per il portiere con palla in mano, l’IFAB valuterà se estendere il limite anche ai calci di rinvio e alle rimesse laterali. E non è da escludere che si possa arrivare anche a meno di otto secondi. In caso di infrazione, la sanzione prevista sarebbe l’assegnazione di un calcio d’angolo agli avversari o una rimessa invertita”.
Il Var
“Infine, il Var. Con la possibile estensione del check alle ammonizioni che potrebbero portare a un secondo cartellino giallo e, dunque, ad allontanare del terreno di gioco chi ha commesso il fallo punibile con la seconda ammonizione. L’obiettivo è, ovviamente, quello di ridurre gli errori, sfruttando al meglio la tecnologia già a disposizione del direttore di gara e della squadra arbitrale”, ha concluso D'Aria ai microfoni di AreaNapoli.it.
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