Giovane al Napoli, ma dietro c'è un "mago" da tenere d'occhio per il futuro
Il primo acquisto del mercato invernale del Napoli è stato Giovane Santana do Nascimento, ma va analizzato chi c'è dietro la cessione del brasiliano alla squadra azzurra.

In un mercato ingessato dal vincolo del saldo zero, il Napoli si è trovato costretto a muoversi su un terreno minato, dove ogni passo richiede equilibrio e visione. In questo contesto, il direttore sportivo Giovanni Manna sta letteralmente facendo i salti mortali, riuscendo là dove molti avrebbero alzato bandiera bianca. Le cessioni di Lorenzo Lucca al Nottingham Forest e di Noa Lang al Galatasaray non sono state semplici operazioni in uscita, ma manovre strategiche, fondamentali per restituire ossigeno al mercato in entrata e sbloccare una situazione altrimenti paralizzante.
Proprio grazie a queste operazioni, il Napoli ha potuto affondare il primo colpo della sessione invernale: Giovane Santana do Nascimento, per tutti semplicemente Giovane. Un'operazione da 20 milioni di euro, cifra che riporta alla mente un precedente ormai noto ai tifosi azzurri: Cyril Ngonge, arrivato tre anni fa, sempre a gennaio e sempre dal Verona, alle medesime condizioni economiche. Giovane è un profilo duttile, dotato di buone qualità tecniche, capace di adattarsi alle esigenze tattiche di Antonio Conte, che potrà così contare su una risorsa in più in un momento delicato della stagione.
Ma dietro questa operazione, più che il nome del calciatore, emerge con forza quello di un autentico specialista del mercato: Sean Sogliano, direttore sportivo dell'Hellas Verona. Un vero e proprio "mago" delle plusvalenze, capace negli anni di costruire valore partendo spesso da investimenti minimi.
Non lasciatevi trarre in inganno dal nome: Sogliano è italianissimo, chiamato così dai genitori in omaggio a Sean Connery. E il suo curriculum parla chiaro. Hien acquistato per 4,6 milioni e ceduto all'Atalanta per 8,9; Cabal preso a 3,5 e rivenduto alla Juventus a 12,8; Ghilardi acquistato a 2 milioni e girato alla Roma per 10,5; Ngonge prelevato per appena 550 mila euro e venduto al Napoli a 20 milioni. E ancora: Noslin, da 3 a 16,8 milioni alla Lazio; Belahyane, da 500 mila a 10,3; Coppola, cresciuto nel vivaio e ceduto al Brighton per 11 milioni; Tchatchoua, da 4 a 12,5 milioni al Wolverhampton. Dulcis in fundo, Giovane: preso a costo zero e rivenduto al Napoli per 20 milioni.
Numeri che raccontano una storia chiara: Sean Sogliano non improvvisa, pianifica. E lo fa con una continuità tale da rendere il suo lavoro un modello di riferimento. Un dirigente da osservare con attenzione anche in prospettiva futura, perché nel calcio moderno saper comprare bene è importante, ma saper vendere meglio è spesso ciò che fa la differenza.
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