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Pastore ricorda Pacileo: "Con Maradona un confronto violento dopo il 3,5 in pagella"

Rosario Pastore, decano dei giornalisti sportivi napoletani, ha ricordato la figura del maestro Giuseppe Pacileo, di cui ricorrono i dieci anni dalla scomparsa.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

25/01/2026 14:39 - Altre notizie
Pastore ricorda Pacileo: Con Maradona un confronto violento dopo il 3,5 in pagella

Il 24 gennaio del 2016 moriva un grande giornalista sportivo napoletano, Giuseppe Pacileo, per tutti Peppino. Icona, indimenticabile maestro, uomo di notevole cultura che spesso viene ricordato anche per un episodio legato a Diego Armando Maradona, leggendario 10 e capitano del Napoli degli anni '80.


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Attraverso i propri social il commosso ricordo di Rosario Pastore, anche lui maestro di giornalismo e firma autorevole fino a qualche anno fa de La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole: "Giuseppe Pacileo, semplicemente Peppino per noi che lo amavamo ed avevamo la fortuna di lavorargli accanto. Maestro di giornalismo non solo sportivo. Ho dei ricordi bellissimi legati a lui, che in un suo scritto mi rese felice dedicandomi un aggettivo semplice semplice ma per me estremamente importante, quello di "amico". Pacileo, nella storia del giornalismo sportivo, non solo napoletano, si è posto come una pietra miliare, un punto fermo, un autore di articoli che lasciavano il lettore del tutto soddisfatto e convinto di aver appreso qualcosa in più su come si affascina chi vi si avvicina. Ricordo con lui trasferte memorabili, anche a livello mondiale. Ricordo di come scriveva i suoi pezzi, quasi con leggerezza, come se battere sui tasti della sua portatile fosse la cosa più naturale del mondo: e per lui lo era".


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"Lo rammento al telefono - ha aggiunto Pastore - mentre dettava l'articolo, con il foglio di carta a pochi centimetri dagli occhi, a causa degli enormi problemi alla vista che lo affliggevamo praticamente da sempre e per i quali era stato sottoposto anche a trapianti. Un giorno mi prese sotto braccio e mi disse, in misto dialetto-lingua: "Rosà, me so' scucciato. Semp' cu' chist'uocchie. Mai 'na vota che mi capita n'ata cosa,  chessò, una gamba che mi fa male. Solo e sempre questo". Ma poi, un sorriso e via. Di Peppino, avevo una copia di un libro che mi aveva fatto comodo, nel mio mestiere. Una "Storia del Napoli", da lui scritta quando ancora non erano di moda queste pubblicazioni e che era una miniera d'oro di fatti, aneddoti, notizie che mi sarebbero servite in più occasioni per farmi bello, grazie a lui, a Pacileo. Amava il Napoli, ma non al punto da dimenticare di essere innanzitutto un giornalista. E quindi, un critico giusto ed obiettivo".

Poi un aneddoto che riguarda il suo rapporto con Diego Armando Maradona: "Si parla ancora oggi di quel 3,5 da lui dato in pagella su "Il Mattino" a Diego dopo una partita. Il lunedì sera eravamo ospiti di una trasmissione tv, condotta da Maradona, e c'erano anche Pacileo e Mario Gherarducci, un altro indimenticato collega. Prima della trasmissione, vi fu un confronto violento, una scenataccia. Diego trattò malissimo il giornalista e minacciò di non presentarsi davanti alle telecamere se Pacileo non si fosse allontanato, cosa che accadde. Io e Mario avemmo dovuto fare lo stesso ma l'organizzatore della serata ci pregò di soprassedere. Ma il disagio era stato fortissimo. Comunque, un episodio che nulla tolse alla popolarità di Peppino, anch'egli, come il giocatore, molto caro al tifoso del Napoli. Ultima cosa: spesso, in trasferte abbastanza lunghe come quella, per esempio, di Pescara, ospitavo Peppino, che sempre a causa della vista aveva smesso di guidare, sulla mia auto. E un giorno lui si presentò con un pacchetto, accompagnato da un biglietto, con  su scritta una semplice parola: grazie. Era una cravatta di Marinella, che io tengo ancora conservata  gelosamente e che considero tra i miei ricordi più cari. Ancora un saluto, Peppino. E' giusto che Napoli continui a ricordarti con commozione e gratitudine".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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