Napoli, quattro indisponibili per Conte. In Serie A ben 78 infortuni
I numeri dicono che il calcio italiano sta pagando un prezzo altissimo per via dei ritmi sempre più forsennati e dei calendari compressi, dove il recupero è diventato un lusso.

Sono trascorse poche settimane dall'inizio della stagione, ma gli infortuni in Serie A sono già tanti. L'edizione odierna del quotidiano Il Messaggero scrive a tal riguardo: "In totale in Serie A ci sono stati 78 infortuni, un numero elevato che negli ultimi anni non si è mai visto a questo punto della stagione".
Il Napoli è primo anche nella classifica degli infortuni: "Il Napoli, primo in classifica con la Roma, sta recuperando Politano e Buongiorno ma ha perso pronti via Lukaku e deve fare a meno anche di Contini, Rrahmani e Lobotka. E allora contro il Torino in regia spazio a Gilmour e in difesa a Marianucci per non rischiare Beukema in vista dell’impegno di Champions contro il Psv. E tra una settimana la partita contro l’Inter nella quale Conte si gioca molto. Turnover, rotazioni, scelte mirate: gli allenatori delle big sono tutti nella stessa situazione".
I motivi dei troppi infortuni: "Quello che sta accadendo in questa stagione può essere il risultato dei troppi impegni o delle preparazioni superficiali. Anche se l’unica italiana che ha disputato il Mondiale per club in estate (l’Inter) è la più virtuosa assieme alla Roma. Dunque, potrebbe trattarsi di semplice casualità, di certo in tutti i club si stanno chiedendo come abbassare il numero di infortuni muscolari: allenamenti più mirati, una gestione accurata delle rotazioni e attenzione all’alimentazione. I numeri dicono che il calcio italiano sta pagando un prezzo altissimo per via dei ritmi sempre più forsennati e dei calendari compressi, dove il recupero è diventato un lusso. Gli staff medici e i preparatori atletici lavorano per trovare un equilibrio tra intensità e prevenzione, ma il confine è sempre più sottile. Se da un lato il pubblico pretende spettacolo e continuità, dall’altro i giocatori sembrano sempre più fragili, logorati da un sistema che non lascia spazio al riposo. E così ogni settimana si aggiorna un bollettino che preoccupa club, allenatori e federazioni: ridurre gli infortuni è diventata una questione di sopravvivenza".








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