Lukaku, statistiche impietose contro l'Inter. Ma la sua prova non è da buttare
Il Corriere dello Sport ha commentato la prestazione di Romelu Lukaku nella gara di campionato contro l'Inter.

Romelu Lukaku non è stato autore di una prestazione eccezionale contro l'Inter, ma il gigante belga ha comunque lottato. Il giocatore non è mai riuscito a rendersi pericoloso, ma è stato comunque importante per la squadra azzurra in fase di ripartenza.
Ne parla il Corriere dello Sport. "San Siro lo ha accolto al suono di “Lukaku uomo di m” e cori sulla signora che lo ha partorito. Romelu non si è scomposto. È un professionista vero. E poi per lui non era la prima volta. Era rimasto più frastornato lo scorso anno quando arrivò a San San Siro con la maglia giallorossa. Certo le statistiche sembrano impietose: ventuno palloni toccati, uno solo nell’area avversaria e zero tiri in porta. Ma non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Il coraggio Romelu l’ha avuto. Così come ha avuto l’altruismo. La fantasia, per terminare i riferimenti di De Gregori, quella non gli appartiene".
Poi si legge: "Nel primo tempo è stato un altro calciatore rispetto a quello annullato sette giorni fa dall’atalantino Hien. Al 15° si è reso protagonista di una pregevole sponda al volo che poi ha porta al tiro strozzato di Kvara. Al 19°, a proposito di coraggio, se n’è fregato dei fischi assordanti e si è involato uno contro cinque. Ovviamente ha perso il pallone ma è stato un segnale. Due minuti dopo, ha conquistato fallo a centrocampo. Forse l’unico conquistato in tutta la partita. Se ne percepiva la presenza e la sentiva soprattutto Acerbi".
"Il pallone migliore glielo ha servito Calhanoglu al minuto 36. Lui si è involato e ai 25 metri è stato un po’ a pensare se tirare o servire Kvara con la classica imbucata. Ha scelto la seconda soluzione ma ci ha pensato Acerbi a togliere il pallone dai piedi del georgiano. Nella ripresa, invece, è stato un altro film. È stato sempre anticipato da Acerbi. Una volta. Due. Tre. Quattro. Il difensore ex Lazio lo ha fermato anche da terra al 69°. Conte lo ha richiamato. Voleva da lui più pressing ma il belga non ne aveva più. E al 77° lo ha tirato fuori. È finita con gli stessi cori con cui era iniziata", riferisce il quotidiano.
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