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Teo Teocoli: "Boldi ha fatto milioni grazie a me. Celentano c'è, Claudia Mori prepotente"

"Con Adriano ci siamo voluti tanto bene, lui non è uno da complimenti ma ho sempre respirato questo affetto speciale", ha raccontato l'artista.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

31/12/2024 17:33 - Interviste
Teo Teocoli: Boldi ha fatto milioni grazie a me. Celentano c'è, Claudia Mori prepotente
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Teo Teocoli, attore e showman, grande tifoso del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Il Giorno. Ecco alcuni passaggi: "Adriano Celentano? C’è sempre e c’è sempre stato. Io ne andavo matto già da ragazzino, lo aspettavo in via Gluck. Poi qualcuno ha iniziato a dire che gli assomigliavo e così è nata la nostra amicizia".

Poi ha aggiunto: "Ufficialmente ero un cantante del Clan, ho fatto anche due dischi buttati subito da qualche parte. Nei fatti ci divertivamo come matti. Peccato poi sia arrivata Claudia (Mori, ndr). Era prepotente, non potevamo più fare gli scemi come prima. I primi anni furono comunque molto belli. Mi portarono perfino con loro in una fuga d’amore a Madonna di Campiglio. Dovevamo rimanere una settimana, tornammo dopo non so quanti mesi. Non guardavo calendari, giornali, nulla. Arrivammo a Milano e mi sorpresi che gli alberi fossero in fiore”.


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Ed ha aggiunto: "Ci divertivamo come bambini. Perché Celentano ha questo aspetto infantile fortissimo, che cambia completamente quando poi si mette sul lavoro. Piano piano però il gioco è finito. È rimasta la festa per il suo compleanno, il 6 gennaio, un rito. Una volta l’abbiamo organizzata al Principe di Savoia, ci sfidavamo a nascondino. Un paio non li abbiamo più trovati. Ci siamo voluti bene? Tanto. Lui non è uno da complimenti ma ho sempre respirato questo affetto speciale. Ed era tutto un po’ folle. Pensa che se dovevamo andare al cinema entravamo nel secondo tempo perché se no si bloccava corso Vittorio Emanuele. Cercavamo di farci raccontare la prima parte dalla maschera che si inalberava perché stava lavorando”.

Massimo Boldi lo ha definito prepotente: "Ci mancava solo Cipollino. Ero prepotente perché non capiva e altrimenti era ancora lì a suonare la batteria. Io facevo un pezzo su "Le foglie morte", lui entrava da dietro con gli strumenti e stava lì, se gli lanciavo qualcosa era solo per farlo partire. Massimo ha fatto un sacco di milioni lavorando insieme”.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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