Sosa: "Osimhen nella Juve farebbe molta fatica", poi punge Mazzarri
Il Pampa Sosa trova delle possibili spiegazioni alla stagione negativa vissuta dal Napoli dopo la vittoria dello Scudetto.

Roberto Carlos Sosa ha rilasciato alcune dichiarazioni sul calcio italiano ai microfoni di TvPlay: "Quanto conta il ruolo dell'allenatore? Al di là degli aspetti tattici, credo che l’importante sia sempre l’input che dà l’allenatore. Thiago Motta, Gasperini, Italiano e Inzaghi hanno smascherato le solite scuse del ‘non ho i calciatori’ o ‘non riesco ad allenarli bene durante la settimana’, di conseguenza ci fanno vedere belle partite che non annoiano. Molti altri allenatori si nascondono dietro a questi alibi, pur essendo strapagati. Quelli che ho citato, invece, stanno facendo vedere cose diverse con un input differenti. L’input dell’allenatore è di provare a fare qualcosa di diverso, se no rimaniamo con le solite scuse del calcio antico quando in realtà il mondo sta evolvendo".
"Il Napoli? È stato sovraccaricato di informazioni in questa stagione: da Garcia a Mazzarri passando per Calzona. L’errore principale è stato non valutare il fattore emozionale che l’anno scorso con Spalletti era dominante e che aveva rappresentato una spinta decisiva. Man mano che passavano le partite penso che la squadra sia andata in confusione proprio per aver assorbito troppe informazioni che hanno bloccato e frustrato i giocatori".
"Con Mazzarri si parlava di tanto possesso palla, ma erano tutti passaggi all’indietro e pochissimi in verticale. Va bene rifugiarsi sul portiere o sui difensori quando necessario, ma il dato del possesso palla secondo me va valutato quando la squadra è nella metà campo avversaria, perché se nessuno riesce a smarcarsi o a trovare linee di passaggio in avanti è un grande problema".
Infine, sulla Juventus: "Cosa penso di Dusan Vlahovic? A me piace un sacco, nel Napoli che ha vinto lo scudetto secondo me avrebbe fatto gli stessi gol di Victor Osimhen. Il nigeriano messo in questa Juve farebbe molta fatica. I bianconeri stanno provando ad alzare un pochino il proprio baricentro difensivo, ma ci vuole tempo perché storicamente ha sempre difeso molto bassa, con il motto di vincere a tutti i costi che è un marchio di fabbrica, ed è giusto che ognuno segua la strada che preferisce per arrivare al risultat".
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