Zanoli e il calvario senza fine: "Ho segnato gran gol col ginocchio rotto. Mi crollò il mondo addosso"
Alessandro Zanoli ha raccontato il calvario che ha vissuto con la rottura del crociato avvenuta lo scorso mese di gennaio con la maglia dell'Udinese.

Alessandro Zanoli ha raccontato i momenti bui della sua carriera vissuta dal Napoli ai continui i prestiti in giro per l'Italia, fino al riscatto di Udine, fermato dall'infortunio al crociato del mese di gennaio, che gli ha fatto terminare prima la stagione agonistica.
Zanoli e il calvario dell'infortunio
Ai microfoni di Gianluca Di Marzio, il giocatore che il Napoli ha ceduto in prestito gratuito, con obbligo di riscatto fissato a cinque milioni più uno di bonus ai friulani, ha rivelato: "A Udine mi sono sentito a casa. Una sensazione a cui non ero più abituato. Tutto stava andando bene. Sentivo la fiducia di tutti, avevo trovato continuità. Era il momento migliore della mia carriera. Poi è arrivato il 26 gennaio 2026. Chiudo gli occhi, torno a quel momento. Un cambio di direzione normale, il ginocchio fa un rumore strano. Devo tornare a difendere, non ho tempo per fermarmi. Continuo a giocare. Nel secondo tempo segno il mio primo gol con la maglia bianconera. Pure un gran gol, probabilmente perché avevo il ginocchio rotto".
"Il dottore mi ha comunicato rottura crociato"
Poi rivela: "La notte sono un po’ preoccupato, ma penso sia solo una distorsione. La mattina dopo non riesco a piegare la gamba, l’ecografia rileva del liquido. Passano 24 ore e faccio la risonanza. Torno a casa e aspetto. Sono le 20, suona il telefono. È il dottore del club: “Ale, ho brutte notizie. Ti sei rotto il crociato”. Mi crolla il mondo addosso. Buio. Mi sono rotto il crociato. È successo nel mio momento migliore. Stavo vivendo la mia rivincita. Dovrò stare lontano dal campo per sei mesi. È gennaio e la mia stagione è già finita. Perché ancora a me?
"Riapro gli occhi. Sono passati tre mesi da quel giorno"
"È stato un periodo tosto. Mi sono voluto operare subito. Il 28 gennaio ero già a Villa Stuart. Poi è iniziato il mio percorso di riabilitazione. Le prime settimane sono state difficili. I pensieri correvano veloci nella mia testa. Erano opprimenti. Non potevo neanche muovermi. E per me che ero abituato ad allenarmi sempre, era straziante".
"Tengo molto al fisico e all'alimentazione"
"Anche il rapporto con il cibo è stato difficile. Tengo molto al fisico e all’alimentazione, senza poter fare attività fisica ho dovuto trovare un equilibrio diverso per non ingrassare. All’improvviso mi sono ritrovato in una vita diversa, impensabile fino a poco tempo prima". Ha concluso.
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