Platini torna nel calcio, ma niente Juventus: "Non ho più 50 anni". E cita Maradona

L'ex fuoriclasse francese, protagonista del torneo di golf della Fondazione Vialli e Mauro, parla del momento dei bianconeri e anche dei Mondiali.
Michel Platini è a Torino per partecipare alla ventunesima edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup, l'evento in cui sport, amicizia e solidarietà vanno a braccetto per sostenere la lotta contro la SLA. Sorridente e disponibile, l'ex fuoriclasse francese ha rilasciato dichiarazioni a tutto campo ai media presenti.
Platini: "Torno nel calcio, ma non alla Juventus. Non ho più 50 anni"
"Fino a quando sarò in vita, nessuno tocchi la Juventus - ha spiegato Platini ai giornalisti - il club è la famiglia Agnelli. Un mio ritorno? Sono stato chiaro già qualche tempo fa, non ci penso, non ci aspiro, non ho più 50 anni. A settanta ho ancora dei progetti per far crescere il mio mondo, ma basta ruoli istituzionali e qualcosa di simile in una società. Juventus? Penso all'affetto dei tifosi sempre vivo, al gruppo che eravamo, all'Avvocato e penso che se avessimo battuto la Fiorentina ora staremmo qui a parlare di una stagione tutto sommato positiva. Il calcio è fatto di cicli, presto comincerà una nuova storia bianconera".
"Mondiale? La mia Francia è forte, ma occhio al Portogallo"
Poi Platini ha analizzato anche alcuni aspetti del Mondiale e del nuovo format: "Giusto allargarlo, giusto dare una possibilità a realtà nuove: non so se le 48 squadre siano poche o troppe, so che andava fatto qualcosa a favore di nazioni come quelle africane e, poi, trovo molto suggestivo il momento degli inni con le squadre schierate in quella maniera... Chi vincerà? Sulla carta la mia Francia è la più forte, ma un euro lo punterei sul Portogallo".
"Maradona percepito come un Che Guevara"
Inoltre Platini ha parlato anche di Diego Armando Maradona: "Era più personaggio e, poi, lui faceva due sport, calcio e pallacanestro (sorride, ndr). Se volete una risposta sul perché Diego era messo su un altro pianeta rispetto a me posso dirvi che lui è sempre stato percepito come un Che Guevara: ha avuto una vita particolare, ma, nonostante tutto, è stato un bravissimo ragazzo. Parliamo di un fenomeno. Se tornerò alla Juve? No. Torno nel calcio, ma in modo diverso".






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