Paoletti: "Napoli da sesto-settimo posto. Il mio giudizio sul mercato"
Il giornalista Paolo Paoletti ha dato il suo personale giudizio sul mercato del Napoli e sulla rosa attuale, tramite un lungo post pubblicato sui social.

"Spalletti spiega il Napoli dopo il mercato: manca carattere, personalità, convinzione, esperienza", inizia così un lungo post pubblicato su Facebook dal giornalista Paolo Paoletti. "In tantissimi mi hanno chiesto di commentare il calciomercato del Napoli, dal mitico Bar 'Cocò Gelo' a Ischia Ponte, tempio della mia adolescenza; all'ambitissimo ristorante Paolino su Corso Vulpes a Pescocostanzo, 1400 metri di altitudine, rifugio dell'attuale adultità. Richiesta pervenuta da persone disincantate, lontane dal tifo becero, eppure attente alle vicende della squadra di calcio della nostra città. Per farlo ho dovuto attendere la fine del termine ai trasferimenti ed il commento parte dall'inquadrare l'obiettivo di un calciomercato: migliorare i risultati ottenuti la stagione precedente. Nel caso del Napoli soprattutto il terzo posto in campionato, anche se inopinatamente, in ritiro, De Laurentis annunciò che avrebbe fatto di tutto per vincere lo scudetto. Bugia, stavolta ad hoc, per mitigare critiche e proteste verso il cine-presidente nell'atmosfera pesantissima che ha accompagnato gli azzurri a Dimaro".
"Al momento dopo 4 gare (oltre il 25%) del primo campionato da 15 partite (se ne giocheranno 2, uno prima, il secondo dopo i Mondiali in Qatar), il Napoli ha 4 punti in meno rispetto allo scorso anno. Nonostante un calendario favorevolissimo: Verona smontato dalle cessioni, Monza peggiore tra le neopromosse, Fiorentina stravolto dalla qualificazione in Conference, Lecce migliore neopromossa ma ad oggi formazione inventata".
"Alla luce di arrivi e partenze, il vero obiettivo alla portata quest'anno, secondo l'attuale classifica, è un piazzamento tra sesto e settimo posto, utile a partecipare ad un torneo internazionale, anche la Conference League, appena vinta dalla Roma e frequentata stavolta dalla Fiorentina. Si potrà o potrebbe fare di più ma moltissimo dipenderà dai tempi di maturazione e adattamento, di apprendimento e uso di nuove conoscenze di tutti gli acquisti".
"La serie A è campionato molto tattico, dove serve una considerevole attitudine intellettuale, di cui non sempre sono provvisti calciatori provenienti da campionati stranieri in particolare quelli fuori dalle 5 migliori leghe europee. Il dato è che De Laurentiis ha incassato molto (fino alla cessione di Ounas, servita ad evitare la sanzione Uefa) e investito meno. Tecnicamente le scelte fatte lasciano irrisolti i nodi fondamentali: portiere, regista, attaccante da 25 gol".
"Meret non è mai stato stimato dagli allenatori succedutisi e non mi meraviglierei se Spalletti si rivolgesse a Sirigu. Navas è stato un imbroglio mediatico, perché nessuno rinuncerebbe a 9 milioni di euro garantiti, accettandone la metà. Lobotka e Demme non danno garanzie neanche per svolgere il compitino e più e più volte vedremo un Napoli con il 4-2-3-1 lasciando ad Anguissà e Ndombelè (quando e se riuscirà a reggersi in piedi), il compito delle due fasi. Facendo diventare Zielinski un problema, in quando il polacco è tra i pochi a meritare di giocare sempre e nel ruolo di trequarti dove è più pericoloso ed efficace".
"Davanti, questa stagione, confermerà o meno le qualità di Osimhen: campione o incompiuto. Lo scorso anno non ha mai segnato negli scontri diretti per la zona Champions, quest'anno è partito peggio se non riesce ad essere decisivo neanche contro il Lecce, squadra di ragazzotti: 13 palloni regalati all'avversario, mai pericoloso. Il nigeriano è ancora troppo acerbo: istintivo, rozzo nel possesso palla, poco incline al gioco di insieme, spaesato nei tempi di gioco e negli spazi da coprire. Venderlo a 100 milioni sarebbe stato il colpaccio ma Cr7 (altra boutade mediatica) pur assicurando 20 reti non è una prima punta".
"Come si evince fin qui si è parlato poco dei nuovi perché meritano menzione sulla carta solo Raspadori e Simeone, già svezzati al calcio italiano e protagonisti in squadre che si sono ben distinte lo scorso anno. Soprattutto il Verona poi smontato. Per gli altri bisognerà attendere le verifiche necessarie".
"C'è un dato che rappresenta il segno di questo mercato azzurro: il no a De Laurentiis di Ospina, Koulibaly, Insigne, Mertens, Fabian Ruiz: chi per soldi che avrebbe meritato (la vil moneta rinfacciata a Insigne, Mertens e Ospina), chi per andare a vincere titoli (Koulibalky e Ruiz) che il modus di De Laurentis non prevede. La rivoluzione è stata una diretta conseguenza. Il commento finale viene dalla presa d'atto di Spalletti dopo Firenze: 'c'è più freschezza e più voglia, si spera anche più stimoli e più volontà di mettersi in luce. Ma poi c'è da ritrovare carattere, personalità, blasone, sicurezza, convinzione ed esperienza di quelli che sono andati via'. Più chiari e onesti di così non si può essere!"
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