Dunga: "Ho portato mio figlio piccolo a conoscere la storia di Napoli, Firenze, Pisa e Roma"
L'ex calciatore della Fiorentina, Carlos Dunga, ha parlato del suo viaggio italiano, soffermandosi anche sul momento della squadra gigliata.

L'ex centrocampista della Fiorentina, del Pisa e del Pescara, Carlos Dunga - tra l'altro anche ex commissario tecnico del Brasile, è intervenuto a Radio FirenzeViola, nel corso di "Viola amore mio", per parlare del momento difficile che attraversa la squadra gigliata.
Sul momento della squadra di Vanoli: "Nel calcio italiano, quando si inizia male, è più difficile tornare sulla strada giusta. Non c'è l'abitudine di comprare giocatori a metà stagione. E, quando li comprano, ci vuole un po' di tempo prima che trovino la forma fisica adatta e che capiscano la mentalità della squadra e dell’ambiente. Preoccupazione per la retrocessione? È normale che siano tutti preoccupati, perché il calcio italiano è difficile. Tutte le domeniche è come una finale. Adesso c’è il Napoli e, quando si passa la metà del campionato, bisogna fare il punteggio delle squadre da terzo o quarto posto. E in questo campionato è difficile".
La sensazione è che non ci siano leader, ci vorrebbe un Dunga... "Sono cambiati molti giocatori, ci sono tanti giovani. Nel calcio servono i calciatori d'esperienza che capiscano l’ambiente e che possano trasmettere tutto questo ai più giovani. Sono loro a dover prendere in mano la squadra".
Domani la partita col Napoli: "Sicuramente gli azzurri sono in un momento migliore, anche se vengono da una sconfitta. Nel calcio, però, si gioca undici contro undici: insieme si può superare anche il più forte".
Poi racconta del suo tour italiano: "In questo momento sono in Italia perché mio figlio più piccolo non la conosceva, quindi l’ho portato a conoscere un po’ di storia di Firenze, Pisa, Napoli, Roma... Qui ho vissuto tempi bellissimi. Mi fa piacere far conoscere a mio figlio un posto dove sono stato trattato bene, e dove la gente si ricorda ancora di me".
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