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Adani esalta il Napoli: "Ma quali ripartenze, fa gol con riconquiste, pressing e verticalità!"

Daniele Adani commenta con entusiasmo la doppia fase del Napoli di Antonio Conte, vittorioso a San Siro contro il Milan nella scorsa giornata.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

02/11/2024 14:00 - Interviste
Adani esalta il Napoli: Ma quali ripartenze, fa gol con riconquiste, pressing e verticalità!
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Daniele Adani è tornato a soffermarsi su Milan-Napoli della scorsa giornata di Serie A ai microfoni del podcast Viva El Futbol"Fonseca fa calcio tenendo palla, non si sente a suo agio a contrapporsi agli avversari, questo storicamente. E' la sua idea, ma non ha trovato l'identità e c'è instabilità" ha affermato l'opinionista e commentatore della Rai.

"La differenza tra le due squadre - ha sottolineato l'ex difensore - s'è vista nettamente. Una squadra ha stima ed autostima, l'altra non ha autostima e non ha la stima dell'ambiente. Il gruppo del Napoli ha un'autostima nettamente superiore, ha stabilità, fiducia, il Milan il contrario. Il Napoli ha tutti i giocatori focalizzati e centrati in quello che devono fare mentre nel Milan non è lo stesso. Nella Juve si può dire cosa non funziona, ma sono tutti centrali e focalizzati, come nell'Inter, nel Milan no, nella Roma no"


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Più nel dettaglio, sulla doppia fase del Napoli"La squadra di Conte segna subito, pressa e quelle non sono ripartenze: il primo riconquista, Rrahmani con i piedi sulla metà campo, poi Anguissa e Lukaku col Milan che legge male la verticale su Anguissa e poi quella su Lukaku con Pavlovic che non rompe la linea e poi è Thiaw che non rimedia. Il secondo gol è un altro pallone recuperato, il Napoli ha 7-8 giocatori nella metà campo poi lui è bravo a convergere e Maignan non bene".

"I gol del Napoli non sono di ripartenze, ma la partita è da squadra di Conte, il Milan invece di chi? Non ha sicurezza, non ha identità, fa tanti errori tecnici a ripetizione. Tanti allenatori volevano guidarti col joystick, ma noi facevamo vinta di non sentirli! Cassano li mandava a quel paese, noi facevamo solo finta di non sentirli, con Conte c'è voglia di sentirlo, c'è fedeltà, passione, un meccanismo di condivisione! Potevano stare in campo 3 giorni di fila, Olivera era insuperabile! Potevi dire agli altri di andare via, non cambiava nulla! Lukaku poi non sai se è al 60-70%, ma lui lascia il segno sulla squadra. Conte allena squadra, staff, stampa, tifosi, anche con le dichiarazioni" ha concluso.


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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