Da Firenze, Tommasi: "Ho strappato adesivo 'odio Napoli' da un semaforo, è il minimo"
Il giornalista Tommasi ha raccontato l'increscioso episodio sull'adesivo "Odio Napoli" strappato da un semaforo della città toscana.

Ai microfoni di Radio CRC, è intervenuto il giornalista Saverio Tommasi, che si è reso protagonista di un gesto molto bello nella sua Firenze, dove nei giorni scorsi ha strappato un adesivo con la scritta discriminatoria e che incita alla violenza: "Odio Napoli", apparsa nella città toscana.
Strappato adesivo "Odio Napoli" da semaforo
Il giornalista ha rivelato: "Mentre stavo girando per la città di Firenze ho trovato un adesivo abbastanza grande appiccicato su un semaforo che recitava “Odio Napoli” con il giglio della Fiorentina. A quel punto ho preso le mie chiavi di casa e ho deciso di strapparlo e di eroderlo. È il gesto minimo e minimale in questi casi. Questo lo trovo doppiamente offensivo sia per la città di Napoli, che per i napoletani e le napoletane che per la città di Firenze poiché va fuori da ogni cognizione e da ogni sfottò sportivo. È una forma di pregiudizio che non ha aggettivi e che non c’entra niente con la goliardia. Io ho un legame particolare con la città di Napoli, la frequento spesso sia per questioni lavorative dovuti al mio impegno verso la pagina di Fanpage che per conoscenza personale. La goliardia contiene in sé una risata di fondo, un motivo divertente che spinge le persone a prendersi in giro a ridere, bere e divertirsi insieme, senza oggettivazione per la città e il popolo".
"Basta razzismo e forma di esclusione"
Il giornalista aggiunge: "Questa è una forma di esclusione e di razzismo dove alcune persone con menti piccole scelgono la cosa più facile e la strada più in discesa per riversare il proprio odio nei confronti di altri popoli e coltivare la strada del pregiudizio dove si cerca si storpiare le frasi. L’odio che si riversa mi sta antipatico. Gli uomini primitivi cercavano di instaurare alleanze con altri popoli per sopravvivere e cercare di coltivare il proprio territorio. Adesso non siamo più in quel periodo storico, queste sono persone adulte, grandi e vaccinate per queste situazioni e dovrebbero sapere come comportarsi. I fiorentini che odiano Napoli sono una minoranza della città, purtroppo alcuni ci sono. L’odio verso tutto è una forma insana di dialogo. La forma migliore per contrastare certe realtà sono il dialogo e la conoscenza, ridere, bere, mangiare e divertirsi insieme così da rendere tutto più divertente e bello stare insieme". Ha concluso.
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