Stadio San Paolo, la ristrutturazione resta un miraggio

Retromarcia del Governo sul nuovo ordinamento per l'impiantistica sportiva. Nel maxi emendamento approvato dal Senato solo una integrazione del Fondo di garanzia.
"L'emendamento alla legge di stabilità riguardante l'impiantistica sportiva che il Governo presenterà domani incontra nei contenuti le richieste della Lega Serie A su procedure e tempi certi e sulla sburocratizzazione delle fasi per la costruzione degli stadi". Lo aveva detto il Presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, la scorsa settimana, al termine dell'Assemblea di Lega Serie A a Milano. In effetti, invece, questa mattina il Senato ha votato la fiducia al Governo sul maxiemendamento sostitutivo della legge di stabilità ma, per quanto riguarda gli stadi, il Governo ha fatto retromarcia: nel maxi emendamento è presente solo una integrazione del "Fondo di garanzia" presso l'Istituto del Credito Sportivo mentre è stata completamente abolita tutta la parte riguardante il nuovo ordinamento per la ristrutturazione e la costruzione di impianti sportivi, con le annesse possibilità da offrire ai privati circa l'edificazione di strutture che garantiscano la sostenibilità finanziaria degli investimenti. I motivi di dissenso sarebbero legati al rischio di speculazione edilizia e di cementificazione senza troppi vincoli; in pratica, la bozza di emendamento circolata nelle scorse settimane si sarebbe prestata a dare il via libera non solo all'edificazione di nuove strutture per lo sport, ma anche di altre costruzioni e interventi urbanistici. Nel merito, alcuni giorni orsono il ministro per gli Affari Regionali con delega allo Sport, Graziano Delrio, aveva rilasciato una dichiarazione riportata dall'ANSA il 22 novembre: "Quelle erano bozze che circolavano, non era l'emendamento ufficiale, le cose reali sono che il Governo non intende procedere a nessuna cementificazione ma a superare un grande difetto infrastrutturale del nostro paese. Il Governo ha elaborato un testo definitivo in queste ore. L'ho consegnato al premier stanotte". Ma in realtà, di questo "testo definitivo" non pare esserci traccia nel maxiemendamento. Ora il provvedimento passa alla Camera per il sì definitivo. Resta ancora un miraggio, quindi, la ristrutturazione del San Paolo.







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