Sanremo, Ibrahimovic nota stonata. Il Napoli, Higuain, Noemi e il body shaming al contrario

Sono giorni in cui il calcio si intreccia con lo spettacolo (e non solo). Da Ibrahimovic al Pipita Higuain, passando per Noemi, in tanti hanno mostrato un'altra "faccia" di se stessi.
Tutti a guardare Sanremo. Tutti a guardare Zlatan Ibrahimovic. Alla prima del Festival, inaugurata dal solito brio di Fiorello, sul palco con Amadeus c'era anche lui: la brutta copia di Adriano Celentano. Mentre Gonzalo Higuain, a Miami, assume sempre più i connotati di Giobbe Covatta ma senza le freddure dell'apprezzato umorista (vedasi foto in allegato a fine articolo), dall'altra parte dell'oceano il bomber del Milan, ufficialmente infortunato, dà spettacolo (si fa per dire) al teatro Ariston. Ritmi lenti e solita tiritera: la legge di Zlatan, le regole di Zlatan. Sbiadito e cadenzato, stantio, lo svedese sembra quasi voler calcare (diciamo pure calpestare) le orme del celebre Molleggiato, senza averne né la competenza né la presenza scenica, ed ancor meno il fascino. Ibrahimovic nota stonata di Sanremo, dove continua a perpetrare un personaggio che, in passato e a piccole dosi, si rivelava anche simpatico, ma che si è ormai tramutato nella macchietta di se stesso. Immarcabile in campo, fa autogol e stecca la prima. La speranza è che sappia rifarsi (e soprattutto rinnovarsi con qualcosa di interessante) nelle prossime sere.
TESTA AL CAMPIONATO - Il suo Milan, intanto, continuerà a giocare. Pur privo dell’uomo migliore, Stefano Pioli affronterà l'Udinese puntando sui giovani. Fiducia, dunque, a Rafael Leao, Ante Rebic e Brahim Diaz: spetterà a loro fare la differenza e non far rimpiangere Zlatan, prima del tour de force con Hellas Verona, Manchester United e Napoli.
Quanto agli Azzurri, Lorenzo Insigne e compagni saranno di scena a Sassuolo, un campo che solitamente - precedenti alla mano - arride ai campani. Gennaro Gattuso contro Roberto De Zerbi. Di nuovo. Vi risparmiamo il solito viaggio nel passato fino agli anni della sfida promozione per la B (Foggia-Spezia, n.d.r.): pensiamo al match odierno più come uno sguardo ipotetico al futuro. Il medesimo De Zerbi, infatti, è tra i potenziali papabili alla panchina del Napoli, insieme al bravo Vincenzo Italiano ed il concreto Ivan Juric, in caso di divorzio (probabile) tra Don Aurelio e Rino.
Una cosa è certa: il Napoli deve vincere. Lo deve a se stesso e lo deve ai tifosi. Tre punti, al Mapei, darebbero fiducia ad un ambiente troppo abituato alle altalene emotive e di risultati. Basta guardare un po' più in là, alla prossima contro il Bologna, quando le altre che corrono per il quarto posto avranno gare impegnative (Juve-Lazio, Verona-Milan, Inter-Atalanta, Roma-Genoa), per capire come queste giornate incideranno sensibilmente sulla classifica. Vincere a Sassuolo per un continuum spaziotemporale che dia un senso al successo sul Benevento e segni di fatto la risalita del Napoli in campionato. Meglio ancora se con Faouzi Ghoulam per la seconda volta titolare (era ora) ed un Dries Mertens che aumenta il minutaggio in vista di Milan, Roma e Juve.
SANREMO E LE DONNE - Tornando a Sanremo, una nota a margine. Scuserete la digressione, ma due parole vanno spese anche sullo svilimento implicito della donna all’Ariston: una pratica alla quale, ahinoi, dobbiamo assistere ogni anno (notizia, di per sé, ben più importante di un anemico Ibrahimovic o degli abiti di Achille Lauro). Lasciando stare le polemiche sulla presenza della moglie di Amadeus alla guida del PrimaFestival (pare che gli sponsor abbiano insistito per avere proprio lei, come se non ci fossero persone che questo mestiere lo esercitano, con profitto, da anni), serve a poco invitare presunte co-conduttrici (o "vallette", come amano definirle certe riviste) in più serate per esaltare (?) la figura femminile per la sua bellezza o perché sul palco sale una donna legata a doppio filo con RAI Cinema, RAI Fiction o col mondo della moda. Di più svilente c'è solo l’inviata dell’anteprima che non trova le parole dinanzi alla mascolinità di Francesco Renga. Le stesse riviste di cui sopra, o gli stessi portali, ci hanno bombardato per settimane con copertine sulla “Noemi dimagrita”, facendone una sorta di vanto da body shaming al contrario. Senza contare le news sui “ritocchi” di Arisa. Sanremo è anche questo, purtroppo. Lo specchio dell'Italia? Forse uno specchio rotto. Se l’Italia è tutta qui, buonanotte ai suonatori.









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