Pelč good, Maradona better, George... Harrison: auguri al Quiet Beatle

George Harrison, chitarrista e autore del leggendario gruppo The Beatles, oggi avrebbe compiuto 80 anni. Un artista sublime che manca molto.
Oggi George Harrison, il chitarrista e autore del leggendario gruppo The Beatles, avrebbe compiuto 80 anni: nacque, infatti, il 25 febbraio del 1943 a Liverpool. Lo ha ricordato Fabio Gentiluomo, attore e ricercatore: "Partiamo da qui, Pelè good, Maradona better, George... Harrison. Con tutto il rispetto per Best, altro genio del calcio a cui viene paragonato Kvaratskhelia del Napoli. Quella di George è stata una vita straordinaria, ma mica per modo di dire come si fa per molti? La sua è stata raccontata, non a caso, da Martin Scorsese nel magistrale "Living in the Material World". "Raccomandato" da un certo Paul McCartney - ha fatto un'audizione per un certo John Winston Lennon al secondo piano di un bus di Liverpool - in una sorta di talent che è il più importante di tutti i tempi prima del concetto stesso di talent.
Ha perso la verginità ad Amburgo nella saletta di un cinema con una di "quelle", applaudito dai Beatles: anche quello era un talent. Non si definiva tecnicamente un grande chitarrista, lo era e basta. Ha suonato con tutti i più grandi e tutti i grandi lo volevano, del resto mica diventi la chitarra solista del gruppo più grande di sempre per caso? Non avete bisogno di saccheggiare gli scaffali di filosofia orientale nelle librerie, trovate tutto nella sua discografia da solista post Beatles. Aveva davanti i due più grandi songwriters di sempre (Lennon-McCartney) li ha sfidati e raggiunti sulla qualità con "Here comes the Sun", "Something", "While my guitar gently weeps", il resto lo ha messo in "All Things must pass", il miglior album solista di un Beatle.
Ha prodotto film dei Phyton più quelli di Terry Gilliam rischiando il suo castello, il biglietto più caro mai pagato per il cinema. Handmade films, quando sei geniale lo sei ovunque. Non gli è mai fregato nulla di essere un Beatle, Dhani (suo figlio) lo scoprì a scuola quando fu preso in giro dai compagni. E lui disse "Ah ma non te lo avevo detto che long time ago I was a Fab...". Avessi avuto i suoi soldi lo avrei scelto come agente immobiliare. Un castello a Henley on Thames, una casa ad Hana (Hawaii) e una in un'isola australiana. Aveva buon gusto per case auto e donne allo stesso modo, però poi non esagerava con attaccamenti da Material World, chiedere a Clapton quando gli rese Pattie come si cede un capo che ormai ha svolto il suo compito. Trovatevi una donna che vi ami come Olivia amava lui.
La fuga di Ray Liotta in Goodfellas, sulle note di What is life, sempre per restare a Scorsese. Quite Beatle, intanto nelle sue canzoni ha parlato di P2, Vaticano, e la gente che ci fa il lavaggio del cervello da bimbi. Diceva che le Spice Girls avevano un vantaggio, piacevoli senza audio, che la musica rap era schifezza computerizzata e gli Oasis roba da adolescenti....avrebbe ucciso le persone a Top of The Pops. George, meno male che non sei sopravvissuto per vedere Audio Tune e Trap. Imagine di John è un mondo ideale, Brainwashed di George è il mondo reale. Classe 43 come Lucio Battisti e Dalla... ragazzi, una annata di vini musicali leggendaria. Calcisticamente, musicalmente: "Pelé good, Maradona better, George...Harrison".








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