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Ottavio Bianchi, ti vogliamo bene. Ma le solite banalità su Napoli hanno stancato


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Ottavio Bianchi, ti vogliamo bene. Ma le solite banalità su Napoli hanno stancato

Ancora una volta l'ex allenatore del Napoli ha bacchettato l'ambiente partenopeo: "Se non si vince è colpa delle voci assurde che si rincorrono".


Ottavio Bianchi da Brescia, è un ex calciatore ed un ex allenatore. Ogni napoletano che si rispetti gli vuole bene perché ha indossato la maglia del Napoli dal 1966 al 1971: ben 109 le presenze in campionato corredate da 14 gol. Soprattutto è amato, giustamente, per aver vinto, da allenatore, il primo indimenticabile scudetto del club partenopeo nel 1987. Nello stesso anno vinse anche la Coppa Italia. In squadra, aveva un certo Diego Armando Maradona e tanti altri campioni. Come è noto, perse clamorosamente lo scudetto l'anno dopo, nel 1988 (vinto dal Milan) a poche giornate dal termine quando ormai il bis sembrava cosa fatta. Il Napoli della MaGiCa (Maradona, Giordano, Careca), il più bello di sempre - per tanti tifosi e addetti ai lavori - non riuscì a vincere il tricolore nonostante una strepitosa cavalcata iniziale.


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Alcuni componenti della squadra, alla fine di quell'anno, si schierarono apertamente contro di lui. Lo stesso Maradona non era contento dei suoi modi. La società, però, preferì allontanare i dissidenti e tenere Bianchi in panchina. Nel 1989 il Napoli vinse la Coppa Uefa e al termine di quella stagione l'allenatore bresciano andò via. Ci tornò tra il 1992 e il 1994. In queste ore l'ottimo Ottavio, ancora una volta, nel parlare di Napoli, come un disco rotto, ha nuovamente sfoderato il solito ritornello: "Lavorare a Napoli non è facile. Si vede dalla bacheca. Nel capoluogo campano sono passati grandi allenatori, bravissimi calciatori, la società è serissima. Eppure cosa si è vinto? Poco e niente. Colpa della difficoltà dell'ambiente, delle voci assurde che si rincorrono. Manca la giusta serenità". Eppure è strano perché un uomo esperto di calcio come lui dovrebbe sapere che in ogni grande piazza del calcio ci sono tante "chiacchiere e voci assurde": a Milano come a Roma, a Torino come altrove. Se per vincere bastasse il silenzio dell'ambiente, tutti resterebbero in silenzio. Nel calcio, per vincere, gli ingredienti principali sono altri. E lui di certo ne è consapevole visto che, da allenatore, ha vinto solo ed esclusivamente grazie a Maradona e ad altri campioni. Dopo i trionfi di Napoli, da tecnico, ha vinto infatti solo una Coppa Italia sulla panchina della Roma sfiorando una Coppa Uefa: sempre colpa degli ambienti quando si perde? Nella capitale, sponda giallorossa, tra l'altro, il contesto è anche più ostile rispetto a Napoli. Chiedere all'idolo Giuseppe Giannini per avere una conferma. E anche a Milano, versante rossonero, ci risulta che uno come Paolo Maldini ha avuto diverse difficoltà. Per vincere serve un club ben organizzato a livello dirigenziale e con grandi strutture e risorse economiche, serve un progetto di livello ed una squadra fatta di campioni e uomini veri. L'ambiente ha il suo peso, non c'è dubbio, ma non è così determinante come vuol far credere Bianchi. E' di certo una sfumatura da tenere in considerazione, ma non ha il potere di determinare i risultati. Il discorso è lunghissimo, sia chiaro, ma la severità di mister Ottavio è francamente eccessiva quando parla di Napoli e, senza offesa, anzi, con l'affetto di sempre, ha un po' stancato.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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