"Non va sparato un uomo già morto". Retroscena Boskov: "Non doveva volare una mosca"

L'ex collaboratore di Vujadin Boskov ha rivelato un retroscena che riguarda l'esperienza napoletana del compianto mister in azzurro.
Aldo Sensibile, dirigente sportivo ed ex collaboratore di Boskov a Napoli, ai microfoni di Radio Crc, ha rivelato alcuni aneddoti sul compianto allenatore ex Napoli e Sampdoria: “Boskov era di un’intelligenza e di una conoscenza del calcio unica. Una persona veramente eccezionale. Ricordo in particolare una partita in notturna del Napoli, giocavamo contro la Lazio che era una squadra fortissima. Preparammo la partita, andammo in campo e poi sotto 2-0 a fine primo tempo. Lui pretendeva che nei primi 5 minuti in cui si rientrava nello spogliatoio non doveva volare una mosca".
Inoltre, aggiunge: "Dunque iniziò a parlare dicendo che stavamo giocando un grande calcio e che se avessimo continuato a giocare così, avremmo vinto. Così è stato: tornammo in campo e portammo a casa la vittoria".
"Solo successivamente mi spiegò che disse quelle cose per caricarci, come metafora disse: "non andava sparato un uomo già morto". Se il Napoli può superare l’Eintracht? I tedeschi sono sempre rognosi, ma oggi il Napoli mette paura a tutti, è una macchina da gol perché ha tante soluzioni offensive ed ha un centrocampo che è bello da vedere”. Ha cpncluso Sensibile.








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