Napoli, treni e traghetti per le isole pieni, discoteche lo stesso: perché non aprite il San Paolo?

L'emergenza Coronavirus ha chiuso anche gli stadi italiani, ma visto che hanno aperto tutti, perché non riaprire anche lo stadio?
Il Napoli di Gennaro Gattuso nella serata di ieri ha battuto la Roma nel silenzio tombale dello stadio San Paolo. A Lorenzo Insigne è riuscito finalmente il delizioso tiro a giro e qualche maligno ha applaudito evidenziando che forse il gesto tecnico gli sia riuscito grazie all'assenza della tifoseria, che non avrebbe messo pressione al talento di Frattamaggiore, che dopo anni di tentativi, è riuscito finalmente a mettere a segno un goal come da suo marchio di fabbrica. Ma è proprio sull'assenza dei tifosi che bisognerebbe riflettere.
Il calcio, dopo lo stop dovuto all'emergenza Coronavirus, è tornato, ma a porte chiuse. E proprio su questo aspetto che va fatta una analisi, non si capisce perché hanno aperto le discoteche, le palestre e tanti luoghi chiusi, ma gli stadi restano ancora chiusi al pubblico. Gli impianti sono belli spaziosi, e basterebbe solo mettere dei segni per distanziare le persone, magari facendo entrare, in questo finale di campionato solo gli abbonati. Del resto i treni viaggiano, gli aerei lo stesso, i traghetti per le isole del Golfo sono zeppi, sarebbe il caso, dunque, di aprire anche il San Paolo, con le giuste precauzioni, fiumi di Amuchina e distanziamento, per la gioia di tutti gli appassionati.








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