Logo AreaNapoli.it

Napoli-Atalanta, quando i giapponesi scambiarono Zola per Maradona. Applausi scroscianti

La delegazione al San Paolo non si accorse che il 10 dei partenopei in quel momento non era il Pibe de Oro, ma il suo eccellente surrogato.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

02/11/2024 16:45 - Altre notizie
Napoli-Atalanta, quando i giapponesi scambiarono Zola per Maradona. Applausi scroscianti
Ascolta l'articolo?
Audio generato in automatico e letto da voce virtuale: potrebbe non funzionare sempre correttamente, o esserci difetti di pronuncia o intonazione.

Gianfranco Zola è uno dei calciatori più amati dai tifosi del Napoli anche se ha giocato solo dal 1989 al 1993. Vinse il campionato 1989--90, ma soprattutto fu considerato l'erede di Diego Armando Maradona o comunque il suo epigono. La pagina Il Napulegno, a firma di Eab73, ha raccontato un aneddoto che riguarda proprio il calciatore sardo e l'asso argentino.

Ecco quanto si legge: "Quando arrivò a Soccavo venne lui da me a presentarsi. "Finalmente ne hanno preso uno più basso di me", disse. Se è ovvio che chi venisse dalla C come me lo guardasse con occhi sgranati, non è stata scontata la sua amicizia nei miei confronti. Era una leggenda vivente, considerato un semi-dio, ma sempre  diretto, umile, altruista e disponibile. Gli devo tutto". Il 3 dicembre 1989, Zola è un talento straordinario arrivato tardi in Serie A, che gioca non tantissimo perché ha davanti Maradona".


PUBBLICITÀ

E poi: "Il Napoli era in testa alla classifica con tre punti di vantaggio sulle seconda Sampdoria e con Milan, Juventus ed Inter che incalzavano. Era nei quartieri alti anche l'Atalanta di Mondonico, la versione orobica più somigliante a quella attuale di Gasperini. Il Napoli nelle ultime quattro gare aveva raccolto solo una vittoria (A Napoli con il Lecce oltretutto allo scadere) e quattro pareggi (Genoa e Juventus fuori, Sampdoria in casa), pagando dazio al forfait di Careca per un accidente muscolare". 

"Metteteci che vi era stato il rovescio casalingo contro il Werder in una gara persa, ripresa, quasi vinta ed infine perduta. Insomma il morale non era alle stelle. Aggiungiamoci l'indisponibilità di Carnevale, Alemao ed il lungodegente Renica. Sabato sera, infine, arriva la peggiore delle notizie. Maradona ha una caviglia devastata. Più di andare in panchina non si può. E quindi quel giorno la maglia numero 10 va a Zola.  Formazione quindi di emergenza quella cui è costretto Bigon. Giuliani in porta, Ferrara, Corradini, Baroni e Francini in difesa, Fusi mediano con a destra De Napoli ed a sinistra Crippa, Mauro mezzala di raccordo, in avanti il rientrante Careca con il consueto 9 e Zola accanto a lui con l'inedito 10. Panchina inedita dove siedono il 12 Di Fusco, il 13 Bigliardi, due ragazzini Bucciarelli e Marco Ferrante (che poi diverrà bomber nel Torino) ed un numero 16 d'eccezione, Diego Armando Maradona". 

"Tempo di cominciare e tutte le paure vanno via. Segna prima Crippa. La gara si mette in scioltezza. Raddoppia Careca su rigore. Ed infine, Zola, con un gol meraviglioso. Dribbling in area e tiro a giro all'incrocio. Una delegazione di tifosi giapponesi allo stadio si alzò ad esultare incitando il nome di Diego. Non se ne erano ancora accorti che il 10 non era il Pibe ma il suo eccellente surrogato. Il Napoli aveva trovato l'erede di Maradona, il quale entró dandogli il cambio con la maglia numero 16, a pochi minuti dal termine. Si abbracciarono. "Bravo!", gli sussurra Diego. Zola era diventato ufficialmente un grande giocatore", conclude Eab73.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

ANNUNCI SPONSORIZZATI
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
BolognaBologna
Napoli-Bologna, i precedenti
Serie A, lunedě 11 maggio alle 20:45