Martines sentenzia: "Bonucci dice ancora addio alla Juventus: non lo rimpiangerà nessuno"
Leonardo Bonucci sembra vicino a dire addio alla Juventus per la seconda volta. Aveva fatto carte false per ritornare.

Antonio Martines, su calciomercato.com, si è soffermato sulla Juventus: "Leonardo Bonucci pare sul punto di dire addio per la seconda volta e definitivamente alla Juventus dopo che appena un anno fa aveva fatto carte false per poter ritornare. Leonardo Bonucci è entrato di diritto nella storia bianconera e ci resterà per sempre, tutt'altro discorso invece per quanto riguarda i cuori, dai quali sembra essere uscito definitivamente e non senza ragione".
"Bonucci - si legge - ha pagato in modo pesante la scelta clamorosa di andarsene al Milan due stagioni fa e soprattutto certe sue dichiarazioni che, ad onor del vero, furono sempre rispettose del proprio passato, ma dalle quali traspariva evidente la sensazione di non aver rimpianti per un addio che pure aveva del clamoroso e che si consumò con il solito mezzo sorriso serafico di Leo, tutto il contrario dei lacrimoni e della malinconia che hanno caratterizzato quelli di Buffon e Marchisio. Non colpisce più di tanto quindi assistere a quello che sta accadendo negli ultimi giorni, dove sempre più spesso si parla di un suo possibile passaggio al PSG o al City di Guardiola. Un passaggio che potrebbe fare contenti tutti: la Juve intascherebbe una quarantina di milioni utili per portare a compimento il nuovo supercolpo legato all'arrivo di De Ligt; il giocatore cambierebbe aria, trovando nuovi stimoli in un contesto come la Premier che di sicuro non gli farebbe perdere prestigio; e Guardiola, che per Leo ha sempre stravisto dato che già nel 2016 aeva provato a portarlo al City. Se quindi, come sembra, Bonucci se ne dovesse andare, di sicuro, nonostante il suo curriculum vincente come pochi, non sarà mai veramente rimpianto da nessuno: né dai milanisti che arrivarono a dedicargli uno striscione paragonandolo a Schettino, ma nemmeno dagli juventini, che pure dovrebbero amarlo, ma che evidentemente non ci sono mai riusciti. Forse perchè al di là di tutto, l'impressione principale che hanno sempre avuto di lui, era quella di un insicuro che a un certo punto si è trasformato in un arrogante troppo sicuro di sé, grazie alla costruzione psicologica che gli regalò quel leggendario istruttore di scuola guida - poi diventato suo mental coach - che risponde al nome di Alberto Ferrarini".
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