Maradona regalò un'altra magia dopo la leggendaria punizione alla Juventus: "Immenso"
L'asso argentino non volle mancare ad una partita speciale: un grande gesto che oggi sarebbe impensabile.

Domenica 3 novembre 1985 è una data storica per i napoletani: Diego Armando Maradona realizzò al San Paolo la prodigiosa punizione più bella di sempre, contro la Juventus. In porta c'era un portiere molto bravo come Stefano Tacconi, non uno qualunque, che è fiero di essere parte di quella magia, seppure da avversario del Napoli.
Non tutti sanno però, che il giorno dopo, Maradona realizzò un'altra magia. L'asso argentino, infatti, giocò a Scalea in un partita di beneficenza. La cittadina calabrese è molto amata dai napoletani, in tanti, da decenni, trascorrono lì le loro vacanze estive. Un legame così intenso con Napoli e con lo stesso Diego al punto che un quartiere si chiama “Villaggio Maradona”, scrive il portale Cosenzachannel.
Sono proprio i gestori di quel villaggio ad organizzare la partita. El Pibe de oro diede la sua disponibilità. Lunedì 4 novembre arrivò a Scalea e indossò la maglia numero 5, quella del libero. In campo con lui i suoi fratelli Lalo e Hugo, ed altri calciatori di Serie A per un’amichevole di beneficenza con la maglia dell’Unicef contro la compagine biancostellata. "Immenso", ricordano in tanti quel gesto dell'argentino.
Giocò in un campo in terra battuta reso quasi impraticabile dalle abbondanti piogge cadute la notte prima. Il vecchio stadio “Longobucco” era tutto esaurito nonostante il pomeriggio nuvoloso. Il biglietto costò un’enormità per l’epoca: 20.000 lire. Ma nessuno vuole perdersi l’evento. Immaginare una situazione simile al giorno d’oggi, una tale disponibilità da parte di un campione della Serie A, sarebbe veramente impossibile.
Maradona arrivò a Scalea un’ora prima. Insieme a lui c’è anche la sua famiglia. Lo accompagnò sua madre e c’era anche Claudia Villafane, all’epoca ancora la sua fidanzata, ma che nel 1989 diventò poi sua moglie. El Pibe giocò ovviamente al piccolo trotto e restò in campo soltanto un tempo. Il bomber locale, Alfredo Loiero, volle fare bella figura. Puntò e fece un tunnel al numero 10 del Napoli che non fece nulla per evitarlo. Nelle varie leggende locali questo aneddoto ancora oggi si racconta e si tramanda.
Fu l’unica volta nella quale Maradona giocò in Calabria. Nei suoi 7 anni in Italia, incrociò soltanto una volta una squadra professionista calabrese. Ovvero il Cosenza di Di Marzio, in Coppa Italia, nella stagione 90/91. Ma Diego di quella doppia sfida giocò soltanto la gara la gara di andata, quella del San Paolo, segnando anche su rigore nel 3-0 finale del Napoli contro i lupi. Resta quella di Scalea l’unica volta in cui il mito Maradona calcò i campi della Calabria.
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