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Le tre priorità di Malagò per il calcio italiano: dal Decreto Crescita alle scommesse

Giovanni Malagò è il grande favorito per diventare il nuovo presidente della FIGC. In caso di elezione ha già chiaro un piano per rilanciare il calcio italiano.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

14/04/2026 09:41 - Altre notizie
Le tre priorità di Malagò per il calcio italiano: dal Decreto Crescita alle scommesse
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Giovanni Malagò, candidato forte alla presidenza della FIGC con il sostegno della Serie A, ha già chiaro il piano da presentare al governo in caso di elezione. Tre priorità concrete, pensate per dare ossigeno al calcio italiano, tra appeal internazionale, risorse economiche e futuro del settore giovanile.

1. Reintrodurre il "Decreto Crescita"

La prima urgenza, secondo Malagò, è tornare a parlare con il governo per reintrodurre il Decreto Crescita (o una misura simile). L’obiettivo è incentivare l’acquisto di grandi giocatori dall’estero, rendendo l’Italia più competitiva sul mercato internazionale e aumentando il fascino della Serie A. In passato questo strumento ha permesso l’arrivo di talenti di livello mondiale e ha contribuito a elevare il livello tecnico del campionato. Malagò lo considera un passaggio fondamentale per restituire appeal al nostro calcio.


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2. Via libera alla pubblicità sul betting e quota sui ricavi

La seconda priorità riguarda il mondo delle scommesse. Malagò propone due interventi collegati:La cancellazione del divieto di pubblicità sul betting, per allineare l’Italia alle normative di molti altri Paesi europei. L’introduzione di una percentuale fissa destinata al calcio sui ricavi generati dalle scommesse sulle partite stesse. I numeri sono impressionanti: nel 2024 la raccolta totale delle scommesse sportive in Italia ha raggiunto i 22,8 miliardi di euro, di cui 16,1 miliardi provengono solo dal calcio. Un contributo dell’1% su questa quota calcistica significherebbe circa 160 milioni di euro all’anno, una cifra che potrebbe essere ancora cresciuta nel frattempo. I club chiedono inoltre che una parte delle scommesse realizzate sugli eventi generati dal calcio rientri nel sistema, riconoscendo di fatto un “diritto alla scommessa” a chi organizza le competizioni.

3. Reinvestire i fondi su giovani e infrastrutture

Il terzo punto è strettamente legato ai precedenti: come utilizzare questi nuovi ricavi (e altri eventuali sostegni fiscali). Malagò propone di destinare le risorse principalmente a due ambiti strategici: Settori giovanili, con una possibile defiscalizzazione per incentivare le società che investono sui ragazzi. Infrastrutture di base, compresi campi, impianti e vivai. L’idea è rendere il calcio più accessibile a tutti i livelli, valorizzando chi punta sulla formazione e sul futuro. Le società che investono nei propri vivai lavorerebbero non solo per se stesse, ma per l’intero movimento calcistico italiano e per la Nazionale. Un contributo di questo tipo, unito o in sostituzione di altri aiuti fiscali, rappresenterebbe una base solida per un piano di riforme più ampio, focalizzato sulla sostenibilità e sullo sviluppo di lungo periodo.


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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