LDT - "Qual è il senso di essere tifosi del Napoli oggi? De Laurentiis, l'idolo Bellucci e Oriana Fallaci..."
"Tifare Napoli significa soprattutto soffrire e sostenere la squadra nella buona ma soprattutto nella cattiva sorte visto che di quest'ultima la nostra storia è piena".

(LETTERA DEL TIFOSO). Raffaele De Rosa (laureato in eonomia e gestione dei beni culturali), tifoso del Napoli, ci ha inviato una considerazione molto interessante che vi proponiamo qui di seguito: "Cosa significa essere tifoso del Napoli oggi? E' un quesito che mi pongo anch'io da quasi 29 anni. Chi vi scrive è un semplice tifoso malato di questi colori nato nel ormai lontano 1990, e che ha iniziato a seguire la squadra a cavallo della stagione 96-97 (quella della prima gestione Simoni) e della stagione 97-98 quella in cui conseguimmo diversi record negativi diventando lo zimbello dell' Europa calcistica. Ed è proprio il ricordo di quegli anni bui che mi fa ritenere completamente senza senso la continua contestazione alla gestione Aurelio De Laurentis che ricordiamo ci sta dando la possibilità di viaggiare in Europa da ben 9 anni (5 in prima classe) e di aggiungere alla nostra misera bacheca due coppe Italia e una Supercoppa italiana".
Poi De Rosa ha aggiunto: "Certo, fino a questo momento è mancato il trofeo di “peso" e indubbiamente posso anche comprendere il malumore della generazione precedente alla mia quella che ha avuto la fortuna di vedere il Napoli del calciatore piú forte di tutti i tempi (Maradona, ndr), e volendo posso comprendere anche le critiche della generazione successiva ovvero quella che si è avvicinata al Napoli solo in quest’ era calcistica e chiaramente ha sviluppato un palato particolarmente fine. Ma proprio non riesco a capire le critiche continue e morbose dei miei coetanei, di quelli nati tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 a cavallo tra un cocktail di Craxi e lo scoppio di Tangentopoli, quelli che come me avevano come idolo Claudio Bellucci e che come il sottoscritto hanno pianto quando “l'ultimo dieci" lasciò Napoli per accasarsi a Bologna, ma soprattutto la generazione di quelli che hanno resistito al tifare Juve, le milanesi, le romane o addirittura Parma e Fiorentina che in quegli anni seducevano tanti fanciulli napoletani per i goal del “Bati” o per le gesta di Fabio Cannavaro. È per queste ragioni ritengo che tifare Napoli significhi soprattutto soffrire e sostenere la squadra nella buona ma soprattutto nella cattiva sorte visto che è stata quest'ultima a padroneggiare nella nostra storia, e proprio per queste ragioni semi-citando la buona Oriana Fallaci mi viene da dire che: “Essere tifosi del Napoli è così affascinante, un’avventura che richiede un tale coraggio una sfida che non annoia mai".
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