Il Napoli e l'interesse dell'Emiro Arabo: pacco, doppio pacco e contropaccotto

Il Napoli poteva finire ad un finanziere giordano, ma alla fine la trattativa si rivelò soltanto una bolla di sapone che illuse la piazza.
Nel 2002 quando la SSC Napoli viaggiava in cattive acque, piena di debiti fino al collo, si fece largo l'ipotesi affascinante di un Arabo interessato al club partenopeo pronto a farlo risorgere dai debiti e dalle sue ceneri. La Gazzetta dello Sport scriveva: "Quattro ore di confronto, perché tutto restasse come prima. Il Napoli è ancora tutto di Salvatore Naldi, mentre Abdul Haq ha confermato soltanto la volontà di acquistare l'80 per cento del pacchetto azionario. Di comune accordo le parti hanno stabilito che l'imprenditore napoletano avrà la facoltà, senza alcun impedimento, di valutare fino al 30 giugno altre proposte".
"Non è cambiato nulla, dunque. L'incontro di Roma è stato soltanto propedeutico. La giornata è stata, comunque, intensa anche se i contenuti sono stati diversi da quelli che Naldi avrebbe voluto. L' unica novità vera è che al tavolo della trattativa si è seduto il console generale di Giordania in Italia, Masud Safarini, intervenuto come garante dei capitali di Mohammad Abdul Haq". Alla fine non se ne fece più nulla. Abdul Haq si rivelò solo un "pacco, doppio pacco e contro paccotto", come il celebre film di Nanni Loy del 1993 girato in città. Il Napoli poco dopo fallì e vissero tutti felici e scontenti... fino all'arrivo di Aurelio De Laurentiis.








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