"Il guerriero", la storia di Salvatore Bagni. Napoli, Maradona, il calcio. Il 16 maggio la presentazione


Redazione
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12 MAG 2019 ORE 11:54

Il 16 maggio al PAN dalle ore 17.30 sarà presentato il volume "Il guerriero", scritto a quattro mani da Salvatore Bagni con Ignazio Senatore.

Sarà presentato il 16 maggio al PAN dalle ore 17.30 il volume “Il guerriero”, scritto a quattro mani da Salvatore Bagni con Ignazio Senatore, arricchito dalle prefazioni di Beppe Bergomi e Ilario Castagner. Il volume ripercorre le tappe più significative della carriera sportiva del calciatore, dagli esordi, fino all’approdo in Serie A con il Perugia. Un racconto appassionato che si snoda dal suo trasferimento all’Inter a quello successivo al Napoli dove, il calciatore di Correggio, conquistò lo scudetto e la Coppa Italia al fianco di Diego Armando Maradona. Non mancano aneddoti gustosi e divertenti, i ricordi relativi alle partite nella Nazionale Under 21 e in quella maggiore.

In anteprima ecco alcuni stralci dal volume:

Mi sono sempre esposto. Non ho mai amato ed ho sempre diffidato di quelli che si nascondono dietro un angolo e non parlano. Mi sono sempre battuto per difendere gli interessi degli altri calciatori, Penso che sono stato più importante come uomo spogliatoio che sul campo. Avevo la stima di tutti i calciatori. Molti erano giovani e loro facevo io per loro“.

Quando giocavamo con la Primavera al sabato al Centro Paradiso, Diego regalava le scarpe ai ragazzi, scherzava con loro. Sapeva da dove era arrivato lui. Dal nulla e capiva quanto poteva essere utile un gesto d’affetto nei confronti di quei ragazzi che lo consideravano un idolo.”(…) Maradona s’allenava più degli altri, perché faceva delle partitine che duravano ore. Non gli piaceva allenarsi senza palla. Ogni tanto s’allacciava le scarpe o diceva “Ho male qui, vado a fare un massaggio”. Lo sapevamo tutti. Però faceva una partitina e non finiva mai. Noi andavamo via e lui continuava a giocare Era quello il suo modo di allenarsi. In campo aveva il doppio del fiato nostro. (…)Lasciamo stare Leo Messi, Cristiano Ronaldo. Diego aveva forza fisica, qualità, personalità, giocava per la squadra, aiutava i compagni, non li metteva mai in difficoltà, li incoraggiava se sbagliavano qualche passaggio.”

Ho sempre detto quello che pensavo. Ho anche litigato, ma poi conoscevano la mia lealtà. Ho combattuto sempre l’egoismo, gli scansafatiche, quelli che non davano loro stessi per quella causa. Con alcuni, invece, perché volevano battere le punizioni pur non essendo all’altezza. Lo stesso con quell’attaccante che si risparmiava e quel metro in più non lo faceva e non aiutava la squadra. Non mi sono mai tenuto niente dentro perciò dopo quel chiarimento, tornava tutto come prima.” 

A presentare il volume il 16 maggio, assieme agli autori, numerosi giornalisti sportivi; Antonio Corbo, Francesco De Luca, Valter de Maggio, Gianluca Gifuni, Gianluca Monti e Lucio Pengue. L’evento è in collaborazione con l’Assesorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli.

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