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"Ho sempre versato lacrime per il Napoli, oggi 10 agosto provo vergogna e pietà"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Ho sempre versato lacrime per il Napoli, oggi 10 agosto provo vergogna e pietà

L'inizio del campionato si avvicina, a Napoli si respira un clima per nulla entusiasmante. C'è delusione tra i tifosi, ma è il momento di compattare l'ambiente.


Sulla pagina "La Napoli bene", a firma di McBlu76, si legge un post di commento al momento che sta vivendo il tifo partenopeo a pochi giorni dall'inizio del nuovo campionato. Ecco quanto si legge: "Chi è cresciuto sui gradoni grigi del San Paolo, il San Paolo quello vero, è cresciuto impregnandosi l’anima di due cose principalmente, Amore per la Maglia e Dignità. E queste cose non le abbiamo perse mai. Fino ad oggi almeno. 5000 abbonati, ma non è il punto. Perché al di là delle convinzioni, delle proprie idee, la sensazione è che ci si stia proprio dimenticando del Napoli, anteponendo una sorta di faida tra fazioni che pare porre al centro tutto tranne la cosa più importante, l’unica che conta, il Napoli. Dimenticandosi che il Napoli è il Napoli. E quella Maglia Azzurra la si è sempre amata a prescindere. Che a indossarla fosse Dal Fiume o Krol, Celestini o Diego. Incuranti della proprietà. Lo sguardo non lo abbiamo abbassato mai. Davanti a nessuno. Sempre alto e fiero, il nostro sguardo". 


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"Che Core ‘Ngrato Altafini ci fottesse a sangue uno scudetto a Torino o che Moreno Ferrario incarnasse l’emblema della sorte avversa siglando l’autogol che ci ammazzó col Perugia,  che il Milan ci assassinasse al San Paolo nell’88 o che Corbelli ci propinasse Edmundo. Siamo sempre stati un popolo fiero. Fiero di essere se stesso anche se quasi sempre sconfitto. Prendetevi gli scudetti, le coppe, ma sappiate, figli di p....., che la testa non la abbasseremo mai. E questo mi ha sempre reso orgoglioso di essere tifoso del Napoli. Quella fierezza a prescindere tramandataci da chi quella maglia l’ha vista nascere. Il Napoli di Vinicio che ne prende 6 in casa dalla Juve e che lascia il San Paolo tra l’ovazione generale perché aveva sputato sangue e non aveva mollato un centimetro di campo".


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"Il Napoli di Schwoch e Novellino che gli potevi strizzare le mutande pure a gennaio tanto che la sudavano la Nostra Maglia. I rigori salvezza di Ferrario, gli scatti di Pellegrini servito dal telecomando situato nei piedi e nella testa di Rudy Krol, il sinistro di Dirceu. Non i migliori. Ma Noi, sempre e comunque orgogliosi di essere Noi. Anche quando siamo stati delle pippe. Abbiamo sempre trattato il Napoli come fosse la squadra più forte del mondo, sostenendola alla morte facendo sentire chi indossava la nostra maglia dei Padreterni. Per noi Canè era realmente meglio di Pelè e lo era per il semplice motivo che chi non aveva mai indossato la 1926 poteva essere forte quanto si voleva ma la nostra ammirazione col cazzo che l’avrebbe mai avuta". 

"Ho sempre versato lacrime d’amore e piene di dignità per il Mio Napoli. Che fosse retrocesso, sparito, salvo all’ultima giornata o Campione D’Italia. Lacrime di rispetto per quella maglia e quella tifoseria piena di orgoglio qualsiasi cosa accadesse. Oggi, il dieci agosto, provo vergogna e pietà. Vergogna e pietà nei confronti di noi stessi. Ridotti a gettare merda all’arrivo di un qualsiasi calciatore che comunque ha scelto Napoli in nome di una contestazione a priori che non si capisce più dove voglia arrivare. Mortificando passato e presente di una piazza che non si merita  di aspettare, implorare, elemosinare la “menata di coriandoli” di Aurelio De Laurentiis, perché siamo sempre stati altro, sempre stati a ca**o duro senza chiedere niente a nessuno, nella buona e nella cattiva sorte".

"Vi state vendendo l’anima per l’acquisto dei calciatori, persi in una contestazione che sta sortendo come unico effetto il rendere concreto il farci fottere il Napoli da Aurelio De Laurentiis, non riuscendo a scindere le cose. Perché si può criticare una proprietà senza lasciare la propria squadra, qualunque sia la formazione schierata, chiunque arrivi, chiunque se ne vada. Anni ed anni di “solo la maglia” mentre oggi quella stessa maglia sembra sia stata dimenticata, accantonata per far spazio a mille polemiche inutili perché le strade sono due. Disertare in massa o in massa sostenere, trovando il modo di esprimere il proprio dissenso senza abbandonare virtualmente la squadra. Io spero che arrivino Raspadori e Navas, un altro mediano, un sostituto di Ruiz. Ma non dovessero arrivare non sbatterò il Napoli fuori dalla porta, non me lo lascerò portare via da nessuno".

"Sarà l’ora del sostegno incondizionato, fino alla morte ed oltre, facendo sentire ai ragazzi che hanno scelto Napoli l’onore e l’onere di una maglia e di una storia che meritano rispetto incondizionato, eterno".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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