Grignani: "Ero stritolato dal sistema. Franco Califano mi diceva testuali parole"

In un'intervista al Corriere della Sera il cantante Gianluca Grignani ha parlato di vari temi legati alla sua carriera.
In vista del concerto del 18 aprile a Roma, Gianluca Grignani ha risposto così ad alcune domande de Il Corriere della Sera: "Arriva ancora più forte di prima. La musica è un impegno totalizzante per me. Vivo in una grande casa in collina, che è diventata il mio studio. Da quando mi sono separato ci abitano anche i miei musicisti. I muri neri sono lavagne, dove poter scrivere sempre. Sangiovanni e Mr Rain? Vivono quello che ho scritto ne La Fabbrica di Plastica, un grido di dolore".
"Solo che allora non si poteva dire, mentre adesso sì. Ero blindato, usato e stritolato dal sistema. Così ho reagito con un disco, a modo mio. Mi sento molto più figlio di questa generazione che della mia. E, infatti, ho tantissimi giovani che mi seguono" ha continuato il noto cantante.
Poi sul rapporto con Franco Califano: "Mi voleva bene come Lucio Dalla. Franco era un amico, un genio dal grande cuore. Mi diceva sempre che ero “un gran figlio di buona donna”. Siamo gente del popolo, anche se lui era più un poeta, io un musicista. Ci siamo difesi dagli attacchi, ma in maniera diversa. Il Califfo è stato massacrato, non doveva finire in galera".








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