Forgione: "Buon compleanno all'uomo che sfidō e sconfisse Maradona"

Angelo Forgione ha scritto un lungo post per festeggiare il compleanno dell'allenatore del primo scudetto del Napoli, Ottavio Bianchi.
"Buon compleanno all'uomo che sfidò e sconfisse Maradona". Esordisce così lo scrittore napoletano Angelo Forgione, che attraverso la sua pagina Facebook, festeggia Ottavio Bianchi nel giorno del suo compleanno: "78 anni quelli che compie oggi Ottavio Bianchi, cinque anni da calciatore e altri cinque complessivi da allenatore a Napoli, dove si ritrovò a gestire con il suo rigor bresciano un certo Maradona. Un paio di anni fa scambiai due chiacchiere con lui. Conoscevo alcuni aneddoti simpatici dello spogliatoio del Napoli dei trionfi e gli ricordai il suo coraggio di sfidare Diego nei palleggi con un limone davanti ai compagni di squadra. Non appena fece un solo palleggio in più si fermò, mise una mano sulla spalla del Dio del Calcio e gli disse «non sei nessuno». Non gli concesse mai la rivincita. «Mister, le andò proprio di lusso», gli dissi, e lui, con accento lombardo, mi rispose: «Oh, e mica sono scarso io, neh»".
Inoltre, aggiunge: "Gli chiesi se era vero che Diego fosse indolente in allenamento, e lui quasi si arrabbiò: «Non è assolutamente vero. Era un ragazzo a cui bastava vedere la palla per entusiasmarsi. I problemi erano altri, ma era un ragazzo d'oro. Non l'ho mai sentito una volta criticare un suo compagno per un passaggio errato mentre ho sentito tantissimi mediocri urlare contro i propri compagni per un errore. Sono trent'anni che mi chiedete tutti come si fa a gestire uno come Maradona. Vi dico una volta per tutte che è molto più facile gestire Maradona che uno che si crede Maradona». Era ancora vivo, Diego, quando io e Bianchi facemmo quella veloce e piacevole chiacchierata. Quando el Pibe è morto, ho visto in tivù quegli stessi occhi apparentemente glaciali lucidarsi di lacrime: «Sono sconvolto. Quando viene a mancare una persona del genere, ti manca qualcosa. Mi faceva sentire giovane. È stato una parte importante della mia vita. L'ho vissuto umanamente, e a me piace ricordarlo così. Per il resto, accendete la televisione e guardate cosa faceva tecnicamente perché io lo vedevo tutti i giorni». Questi era Ottavio Bianchi, lunga vita a lui". Conclude lo scrittore.








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