È morto il leggendario "Agostino 'o pazzo". Era un grande tifoso del Napoli
L'uomo era diventato una figura mitologica per le strade di Napoli nel 1970. Era una grande tifoso della squadra partenopea. Nel 2016 incontrò De Laurentiis.

La città di Napoli saluta una sua leggendaria figura, è morto "Agostino 'o pazzo", al secolo Antonio Mellino, aveva 72 anni. Nell’estate del 1970, a diciott'anni non ancora compiuti, sfidò per quattro notti la polizia sgommando a tutta velocità lungo via Toledo con la sua Gilera 125. E da allora è rimasto scolpito nell'immaginario collettivo napoletano.
Chi era "Agostino 'o pazzo"
Era un ragazzo cui piaceva la velocità e ci provò gusto a fare da lepre per le forze dell’ordine, entusiasmando la folla che ne fece un mito dalla sera alla mattina. Iniziò per caso, eludendo un posto di blocco. Lui si rintanava serenamente in casa, in piazza dei Girolamini, ignaro che a Toledo succedesse di tutto. Fu beccato, ma non braccato in un inseguimento. Lo fermarono in piazza del Gesù, fermo e tranquillo in auto con gli amici, e lo portarono al carcere Filangieri. Gli scattarono una foto segnaletica con lo sguardo torvo e la camicia a pois, e gli diedero una severa condanna, ma lo trattennero solo per tre mesi. Poi lo riportarono a casa, dove viveva con la sua onesta e buona famiglia, perché fu presto chiaro che fosse solo un giovanotto sveglio con una forte passione delle due ruote. Erano i tempi di Giacomo Agostini, da cinque anni campione del mondo di Motociclismo, cui ci si ispirò per dargli il soprannome. Di problemi con la giustizia, più nessuno. La sua fama l'ha preceduto in tutti questi anni in cui se n'è stato sereno a gestire una bottega d'antiquariato a piazza Girolamini.
Era un grande tifoso del Napoli
Era una grande tifoso del Napoli, spesso si recava allo stadio Diego Armando Maradona per seguire la squadra del proprio cuore.
L'incontro con De Laurentiis allo stadio
Nel 2016 incontrò Aurelio De Laurentiis, il presidente riferì su Twitter: "Durante Napoli-Torino ho incontrato sugli spalti Antonio Mellino. Ci siamo stretti la mano con grande cordialità. Ad Antonio, che è un grande tifoso del Napoli, ho voluto chiarire una cosa. Il riferimento recentemente fatto ad Agostino, scherzosamente detto 'o pazzo, era per inquadrare il periodo in cui si girava la mazzetta. Non era assolutamente mia intenzione dire che Antonio facesse azioni di disturbo al nostro lavoro".
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