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Castellini si emoziona: "Napoli mi ha dato nuova linfa, sono un terrone del Nord"


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Castellini si emoziona: Napoli mi ha dato nuova linfa, sono un terrone del Nord

L'ex portiere del Napoli ha parlato ai microfoni di Radio Amore: "Noi ci allenavamo a Soccavo, c'era una poesia diversa rispetto ad oggi".


Luciano Castellini, detto "Il Giaguaro", ex portiere di Napoli e Torino, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. "Il calcio ai tempi del Covid? Sono uno di quelli che non va più allo stadio ormai da tempo. Vado nei piccoli campi a vedere i ragazzi, ho avuto anche il Covid, ma resto molto lontano dai luoghi affollati. Io tra i migliori portieri di sempre? Sono vecchio e non faccio retorica (ride, ndr), è meglio farla commentare agli altri. Il livello dei portieri si è abbassato? Adesso la prima cosa che dicono quando segnalano un giovane è: "quanto è alto?" ed anche: "è bravo coi piedi?", ma sinceramente cosa mi interessa? Il portiere deve saper parare a prescindere da altezza e cifra tecnica coi piedi".


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Poi ha aggiunto: "Ospina e il gol di Lautaro? Poteva essere un metro più avanti, ma non ha grandi colpe su quella rete. Luciano Spalletti contro l'Inter? In certe situazioni anche l'allenatore che sa cambiarla tatticamente non riesce, perché l'avversario prende il sopravvento. Il "quarto d'ora" del famoso Torino penso sia impossibile da ripetere. Tante volte ci sono situazioni che sfuggono anche all'allenatore stesso. Cosa manca a Meret per consacrarsi? Me lo chiedono spesso, l'ho allenato nelle giovanili delle Nazionali. A questo ragazzo manca la continuità da titolare, non puoi giocare una partita ogni tanto e migliorare, avere carattere e carisma. Giocare così poco non serve molto per la sua crescita. Come ha fatto il Torino a vendermi al Napoli? E' andato tutto in prescrizione adesso (ride, ndr). Sapevo di poter giocare ancora, se non ci fossero i carabinieri giocherei ancora adesso. Ci sono dei momenti che la società non ti è più vicina, l'allenatore aveva qualche dubbio per l'infortunio che avevo avuto. Napoli per me è stata una grande motivazione, ha agito da mental coach perché mi giravano le palle. Napoli mi ha dato nuova linfa, è stata importante per me".


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Poi un ricordo su Maradona: "Non avete mai sentito un compagno parlar male di Diego, questo è il mio ricordo del Pibe. Allenamento nel fango? Non esiste più quella poesia con Soccavo, il campo, le camere strette, adesso i calciatori vogliono gli alberghi a diciotto stelle. Noi potevamo dormire anche in un campeggio, ci bastava giocare a calcio. Dico Forza Napoli come città, sono stato due giorni alla prima del film di Sorrentino, sono un nordista terrone. Il portiere più forte al mondo? Uno dei più bravi è quello del Liverpool (Alisson, ndr). Il più forte stilisticamente? Ce ne sono diversi, ho giocato tante volte contro Preud'homme, adesso non potrei più giocare, sono 1,82, son troppo piccolo".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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