Ancelotti "ingenuo": ti sei scordato di Omero! Ah se facevi come Ulisse, Parthenope fa così da millenni

Ancleotti ingenuo, ha dimenticato di leggersi un passaggio dell'Odissea di Omero. Parthenope ammalia e distrugge da millenni.
Parthenope sirena ammaliatrice non ha insegnato nulla a Carlo Ancelotti che si è lasciato "imbambolare" dal suo fascino, dalla sua struggente ed atavica poesia. Dalla sua immane beltà. Napoli è così da millenni, storicamente, una città che ti accoglie nel migliore dei modi, ti tratta da Re, ti fa sentire un senso di benessere, che non proverai in nessun altro posto al mondo, ma alla prima occasione utile, se le cose non vanno bene, ti avvolge e ti distrugge, senza tener conto di nulla. Dimenticando come una donna smemorata, sentimenti, origini, patria e onore.
Quello che ha perso qui Don Carlo Ancelotti, che fin dal primo giorno in città, non ha fatto altro che mettere in evidenza la sua felicità nell'aver scelto il Napoli, per Napoli, per la sua storia, per l'amore ed il calore dei napoletani. Il tecnico di Reggiolo, però, non è stato furbo, questo va detto. Non ha seguito per nulla ciò che scrisse Omero nella sua epica Odissea. Il "figlio di 'ntrocchia" Ulisse, al passaggio nel Golfo, si fece attaccare all'albero maestro della sua imbarcazione per non farsi ammaliare dal canto delle Sirene, soprattutto dalla più bella di tutte le belle, Parthenope, quello che non ha fatto Ancelotti, cacciato mestamente dalla città che aveva tanto amato...








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