CORRIERE - Dicevano che era "vecchio", il gigante buono è tornato. Sarri lo difende

Il "vecchio" che avanza è un omone grande e grosso, che non finisce mai (anche di stupire): 748 partite in carriera, 107 con il Napoli, 151 in Europa e una bacheca che sembra la vetrina di una gioielleria.
Il "vecchio" che avanza è un omone grande e grosso, che non finisce mai (anche di stupire): 748 partite in carriera, 107 con il Napoli, 151 in Europa e una bacheca che sembra la vetrina di una gioielleria, con trofei che risplendono in quel micro-universo di sette metri e trentandue centimetri. Il "vecchio" (con rispetto parlando) che osa è un gigante buono, e per davvero, che s'è tenuto per sè la rabbia accumulata in giorni e notti intere, mentre il venticello (quasi) calunnioso spirava alle sue spalle. "E ora nessuno sottolinea quello che sta facendo". Il Pepe Reina che aggiunge Sarri a tutto quello che ha già presentato Reina è una spruzzata di simpatia, si potrebbe anche tranquillamente definire stima, riservata da un allenatore al proprio portiere quando Napoli-Inter è finita ed oltre al 3-0, stampato dinnanzi agli occhi, restano certe prodezze che t'inchiodano come sentenze e annunciano che l'uomo c'è, ma anche il portiere. C'è stato un momento in cui s'afferravano i sospiri e gli spifferi di sfiducia d'uno stadio, d'una città, preoccupata e forse anche rassegnata: 34 anni (nello scorso) agosto e la tendenza, in casi del genere, è buttarla sull'anagrafe. "E' vecchio". A riferirlo è l'edizione odierna del Corriere dello Sport.







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