Corbo critico: "Conte ha scarsa lungimiranza, due gestioni lasciano perplessi"
Antonio Corbo, giornalista, ha criticato duramente Antonio Conte nel suo editoriale per il quotidiano La Repubblica.

Nel dibattito che accompagna quotidianamente il Napoli di Antonio Conte, c'è un tema che torna ciclicamente: il confine, spesso sottile, tra il condottiero carismatico e il manager lucido. Nel suo editoriale odierno su la Repubblica, Antonio Corbo entra a gamba tesa proprio su questo punto, individuando quello che, a suo giudizio, rappresenta uno dei limiti strutturali del tecnico leccese: la difficoltà nel guardare oltre l'immediato, nel mantenere una freddezza sistematica che consenta una visione di medio-lungo periodo.
Secondo Corbo, Conte tende a voler essere tutto: allenatore, manager, decisore finale. Un ruolo totalizzante che, però, rischia di pagare pegno quando si tratta di analisi, lungimiranza e gestione delle risorse. Il primo esempio chiamato in causa è quello di Lorenzo Lucca: "Vuol essere allenatore e manager, non ha freddezza sistematica per guardare oltre. Quindi scarsa analisi e lungimiranza. Pensate al caso Lucca. Insiste perché sia preso subito dall’Udinese, De Laurentiis sveglia nell’alba di una domenica da mare Giampaolo Pozzo, accetta condizioni capestro", scrive il giornalista.
Eppure, una volta arrivato, Lucca non diventa mai davvero parte del progetto. Resta ai margini, sospeso, fino all'addio. Ed è qui che Corbo allarga il quadro, legando il caso dell'attaccante a una gestione più ampia e, a suo avviso, contraddittoria del mercato: "Ma Lucca rimane in sala d’attesa, più che bocciato respinto. Va in Premier: segna un gol per il Nottingham Forrest al Leeds. È già l’idolo del City Ground".
Lo dimostra anche il caso Sam Beukema, inizialmente scartato, poi rispolverato quasi per necessità dopo gli errori di altri: "Niente di personale: Beukema arriva, non soddisfa, va fuori, dopo la follia di Juan Jesus rieccolo dalle porte girevoli", osserva l'editorialista, sottolineando una gestione che sembra più reattiva che pianificata.
Il giudizio finale è forse il più pesante, perché va oltre i singoli nomi e chiama in causa un intero biennio di scelte: "Gli acquisti del biennio lasciano perplessi: chi li ha scelti o avallati? Niente cambiano. Anzi confermato il valore di chi nel Napoli c’era già".
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