Ziliani: "Inter bollita, divisi e inviperiti. Il club è allo sbando, Chivu va aiutato"
Paolo Ziliani ha commentato l'eliminazione dell'Inter di Chivu, eliminata nella serata di ieri dal Mondiale per club dal Fluminense.

Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo X, si è soffermato sul momento che sta vivendo l'Inter, uscita malconcia anche dal Mondiale per club: "L'Inter torna a casa con 30 milioni in più (che non fanno la differenza), 30 giorni in meno (che fanno tutta la differenza del mondo) e con Lautaro che fa quel che dovrebbe fare Marotta".
"L'inutile e dannosa avventura americana dei nerazzurri, partiti bolliti e tornati più bolliti, divisi e inviperiti di prima, è giunta al termine: ma la sensazione è che il club (a cominciare da Marotta) sia allo sbando mentre Chivu avrebbe urgente bisogno di essere aiutato. Il j'accuse di Lautaro che arriva a riempire il vuoto di una dirigenza senza bussola. A dispetto della truculenta campagna denigratoria portata avanti ai danni di Simone Inzaghi dai quotidiani del gruppo Cairo (la Gazzetta in testa a tutti) nell’intento di caricare sulle spalle dell’ormai ex allenatore la croce del rovinoso finale di stagione, che pure fino ad aprile era stata una stagione di grandi gioie e di straordinarie prodezze (vedi eliminazione di Bayern e Barcellona in Champions League), lo scenario che oggi, martedì 1 luglio 2025, giorno che segna il via della nuova stagione calcistica, si presenta agli occhi di tutti è uno scenario che parla da solo e che vede Beppe Marotta tornare a casa dal Mondiale per club con la sua Inter logora, depressa e litigiosa nel segno della più grande mestizia e con la sensazione di aver buttato un mese".
"Il mese di giugno, che sarebbe potuto servire per mandare in vacanza giocatori bolliti sia fisicamente che mentalmente e per mettere a punto, a tavolino con Ausilio e Chivu, la nuova stagione che per mille motivi si aprirà all’insegna della più grande incertezza. Uno scenario allarmante che il destino cinico e baro ha contribuito a rendere ancor più amaro e beffardo a causa delle imprese compiute da Simone Inzaghi sulla panchina dell’Al Hilal che non solo si è qualificato agli ottavi proprio come l’Inter, ma è addirittura approdato ai quarti sbarazzandosi nella notte nientemeno che del Manchester City di Guardiola, lo squadrone che quattro giorni fa si era mangiato la Juventus di Tudor trifolata davanti agli occhi attoniti del mondo".
"Per quanto ai tifosi dell’Inter dispiaccia sentirlo dire ribadisco anche oggi, all’indomani della sconfitta (0-2) con il Fluminense che ha decretato la fine dell’avventura mondiale, che il ritorno a casa dei giocatori e l’inizio delle loro vacanze sono per l’Inter, oggi, la migliore notizia possibile. I 33 milioni che Marotta porta nelle casse di Oaktree (in realtà saranno molti meno: come già ho avuto modo di scrivere, una buona parte se ne andranno in tasse da pagare allo Stato americano essendosi dimenticato il presidente della FIFA Infantino, distratto dai mille problemi della sua caotica e approssimativa organizzazione del torneo, di accordarsi in tal senso col governo USA) si ergono oggi come un vero e proprio monumento alla stupidità: non sono il tesoro che può fare la differenza e costringono Chivu, che di giorni di lavoro per plasmare la nuova squadra avrebbe avuto bisogno come del pane, a cominciare la preparazione in ritardo abissale rispetto al resto della concorrenza se è vero che già lunedì prossimo, 7 luglio, il Milan di Allegri si radunerà per iniziare la preparazione pre-campionato e a distanza di pochi giorni verrà seguito da tutti, Napoli campione in carica compreso".
"Viste le condizioni fisiche, morali e ambientali allarmanti in cui l’Inter si sta dibattendo (il j’accuse di Lautaro dopo il k.o. con il Fluminense ha scoperchiato il pentolone: e la precisazione di Marotta sul fatto che le parole del capitano fossero indirizzate al solo Calhanoglu sono risuonate patetiche essendo del tutto evidente che un intero blocco di giocatori sembra ormai aver mollato gli ormeggi), tenere i giocatori assieme per un intero mese dopo la Waterloo del 31 maggio in un clima di evidente depressione e di evidenti frizioni e incomprensioni è stata una pessima terapia post frontale di Monaco".
"Chi ha cercato di lavorare al meglio, pur nelle pessime condizioni in cui la società gli aveva consegnato la squadra, è stato Chivu; che oltre ad avere già inserito e valorizzato due giovani come Sucic e Pio Esposito che daranno linfa nuova a una squadra vecchia e stanca ha il merito di aver evitato all’Inter figuracce mondiali come quella rimediata dalla Juventus contro il City: i nerazzurri sono usciti agli ottavi perché di più non avrebbero potuto fare ma a testa alta e senza incappare in rovinosi e tragicomici tracolli".
"Per come la vedo io, l’unico promosso - al termine dell’avventura americana che tanti danni arrecherà all’Inter in faticosa e laboriosa fase di ricostruzione tecnica e morale - è proprio Cristian Chivu. Mentre sempre più allo sbando mi è apparso Beppe Marotta che sembra aver completamente perso il lume della ragione: pensare che due mesi fa, pur di fronte all’evidenza di una squadra che cominciava a non reggersi più in piedi, se ne andasse in tv a dire che l’Inter puntava non solo al Triplete ma a vincere anche il Mondiale per club, illudendo milioni di tifosi come l’ultimo degli imbonitori, lascia perplessi. E il fatto che Lautaro abbia sentito il bisogno, ieri, di sostituirsi alla dirigenza e presentarsi in tv a dire in mondovisione che le cose all’Inter non vanno affatto bene, la dice lunga su quanto Marotta, a dispetto di una militanza di dirigente lungo corso, stia navigando a vista. Sia quel che sia, l’Inter che torna a casa dagli USA oggi 1 luglio è la miglior notizia che i suoi tifosi, quelli più raziocinanti, avrebbero potuto avere. Il primo a saperlo è Cristian Chivu. La speranza è che Marotta ritorni presto in sè e cominci ad aiutarlo. Sennò sarà notte fonda". Ha concluso Ziliani.








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