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Zenga e la sua squadra del cuore: "Il mio sogno fin da bambino"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Zenga e la sua squadra del cuore: Il mio sogno fin da bambino

Walter Zenga mette in evidenza i suoi colori calcistici soffermandosi anche sul rapporto personale genitore-figli con la sua famiglia.


Walter Zenga, ex portiere dell'Inter e della Nazionale italiana di calcio, si racconta a Sette, rivista del Corriere della Sera ed attraversa la sua vita sulla linea del tempo: "Rapporto con i figli? Non è sempre stato sereno, non è facile quando vivi in un altro Paese, magari con un fuso orario differente. Ho imparato che l’importante è la qualità del tempo che trascorriamo insieme. Samira e Walter jr sono a Dubai, i più grandi abitano tra Milano e Roma. Un po’ ci rincorriamo, capita di vedersi in aeroporto mentre aspettiamo voli diversi e a volte riesco a cenare con Jacopo, Nicolò, Andrea. La cosa difficile è vederli insieme, ognuno ha la sua vita: Nicolò è stato in Africa per lavoro, Andrea gira sempre, Jacopo è anche un tenero papà. Per fortuna ci sono le videochiamate. Chi mi somiglia? Credo Andrea. Ha una testa dura come la mia, si avvicina molto al mio modo di essere, di pensare. Faceva il portiere. Nicolò è serio, direi serissimo, è vicepresidente di un’azienda. Jacopo è un attaccante, ha sempre giocato in serie D e in eccellenza, si è creato la sua strada da solo".

Sulla sua squadra del cuore, Zenga, svela: "L'Inter era il mio sogno di bambino che si avverava: tifavo Inter da sempre, andavo in curva, avevo fatto il raccattapalle a San Siro. E finalmente, dopo anni in provincia, tornavo a casa. Allenare l'Inter un sogno? Lo è sempre stato, ho fatto tutta la trafila delle giovanili, ho lavorato in sede, ora sono una legend".


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"Nella vita è importante inseguire un grande sogno, fa niente se si avvera o no. La mia soddisfazione è che ancora oggi per strada i tifosi dell'Inter mi fermano ed è come se avessi smesso di giocare l'anno scorso. E anche quando qualcuno di un'altra squadra mi dice cose poco carine, non mi offendo: vuol dire che un segno l'ho lasciato nonostante l'ultima partita ufficiale sia stata l'11 maggio 1994". Ha concluso l'ex portiere nerazzurro.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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