Vitale: "Addio di Ancelotti? C'è il nome giusto per il Napoli. Obiettivi? Basterebbe dire la verità per..."

Valerio Vitale, allenatore, è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sul Napoli di Carlo Ancelotti in questa seconda pausa di campionato.
Valerio Vitale, ex calciatore (soprannominato Valon per le caratteristiche simili a Behrami) oggi allenatore, ai nostri microfoni ha fatto il punto sul momento del Napoli in questa seconda pausa del campionato di Serie A per gli impegni delle nazionali: "Se le parole di Milik dal ritiro della nazionale sono una bordata ad Ancelotti? Difficile dirlo. Ieri ha fatto anche un bel gol. Sicuramente per un calciatore e soprattutto per un attaccante è molto importante avere la continuità giusta, in particolare per Milik dopo gli ultimi anni della sua carriera molto travagliati. La continuità però bisogna conquistarla in campo e soprattutto in settimana durante l'allenamento. Milik ha sempre avuto fiducia da parte della società che lo ha aspettato nel suo percorso di recupero ed anche da Ancelotti che l'anno scorso gli ha affidato le chiavi dell'attacco ed anche incalzato dai giornalisti ha sempre avuto parole positive per Arek. Penso che ora sia arrivato il momento per il polacco di domandarsi cosa lui possa fare per questo Napoli e non viceversa perché il Napoli ha fatto tanto per lui".
Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club?
"Sono due giocatori che hanno dato tanto per la maglia azzurra ed a mio avviso possono dare ancora tanto. Anche in questa stagione sono stati tra i più brillanti quando chiamati in causa. Credo che meritino un rinnovo contrattuale ma conosciamo bene la filosofia della dirigenza e pertanto credo che per proseguire questo matrimonio sia necessario da parte loro abbassare le pretese economiche. Purtroppo ad oggi penso che sia difficile la loro permanenza ma spero di essere smentito.
Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?
"Sicuramente qualcosa è successo. Ultimamente più che le scarse prestazioni dal punto di vista del gioco mi sono soffermato molto sul linguaggio del corpo dei giocatori del Napoli. Mi sembrano che nemmeno loro sappiano cosa fare in campo e la confusione sui moduli e sulle posizioni diverse occupate da ogni calciatore in ogni partita sicuramente alimenta questo senso di smarrimento. Ad ogni modo non esistono le famiglie disegnate dal mulino bianco. Ci stanno anche momenti di confronto duro in uno spogliatoio, l'importante è parlarsi in faccia apertamente e superare tutto per anteporre gli obiettivi del collettivo".
Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?
"Il Napoli di Ancelotti ci ha abituati a questa vita da montagne russe intervallando prestazioni stratosferiche a giornate in cui sembra difficile veramente tutto. C'è stato un calo inspiegabile nelle prestazioni e questo ha portato a brutti risultati. Al momento il Napoli è una nave in tempesta. Al timoniere Ancelotti ora il compito di far invertire la rotta alla sua ciurma. Vorrei il mister più grintoso sulla panchina. Anche lui, ultimamente, l'ho visto molto sulle sue, intento più a masticare il suo chewingum che a dare indicazioni".
Caso Insigne, come se ne esce?
"Mi pare evidente che non scorra buon sangue tra il tecnico ed il capitano del Napoli e questo non dovrebbe accadere. Non puoi escluderlo col Genk e motivarlo come una scelta tecnica perché Insigne lo vorrei sempre in campo, o almeno pronto a subentrare soprattutto se deve essere Ruiz ad agire largo a sinistra giocando fuori ruolo. In estate sembrava che tutto si era risolto per il verso giusto, ma ora la situazione è cambiata. Ancelotti deve mettere in condizione Insigne di esprimersi al meglio, ma Lorenzo, da buon capitano, per via diretta o indiretta, farebbe meglio ad evitare certe dichiarazioni, soprattutto quando parla di preferire di giocare in un determinato ruolo del campo. Deve mettersi a disposizione della squadra, anche se gli chiedono di fare il terzino".
Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?
"Ecco, hai detto la parola magica: obiettivo. A mio avviso qui sbaglia il club e l'allenatore. Nel dichiarare apertamente un determinato obiettivo e poi in pratica non fa nulla affinché si lotti per quell'obiettivo. Se si dicesse apertamente che questa squadra ha come obiettivo la qualificazione in Champions penso che qualcuno si metterebbe l'anima in pace. Non puoi dire di voler vincere lo scudetto e poi non fare più di tanto per farlo accadere come ad esempio ha fatto l'Inter quest'estate".
Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?
"Ho la stessa sensazione. Mister Ancelotti è uno dei migliori al mondo ma attualmente lo vedo fuori da questo progetto. Sembra lui stesso non crederci più di tanto. Sicuramente il Napoli non lo esonererà in anticipo anche per una questione di costi, ma credo che al termine della stagione le strade possano dividersi. In quel caso il nome giusto è Gasperini: mi piacerebbe vederlo sulla panchina azzurra. È un maestro di calcio e merita una chance così".







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