Vieri: "Da bambino ero un Roberto Carlos più grosso. Mio nonno fece una profezia su di me"

In un evento a Torino l'ex attaccante Christian Vieri ha raccontato un retroscena sugli inizi della sua carriera.
Intervistato nell'inaugurazione del nuovo flagship store dell'Iliad a Torino, Christian Vieri ha parlato di come si è avvicinato al calcio: "Ero in Australia, ho iniziato da terzino sinistro. Poi dopo sei mesi avevo fatto più gol degli attaccanti e ho detto al mio allenatore di mettermi davanti".
Poi l'ex bomber di Inter, Juventus e Lazio ha ricordato le sue caratteristiche in campo da ragazzo: "Ero una specie di Roberto Carlos più grosso. Mi ha messo in attacco, ho fatto 15-20 gol e ho continuato così. Il mio sogno era giocare in Serie A e nazionale, lo dissi a mio padre che mi disse di trasferirmi da mio nonno a Prato. E non sono più tornato. Mio padre aveva giocato a calcio, sono stati bravi a lasciarmi libertà di scelta”.
Poi il retroscena sul nonno Lido Vieri: "Mio nonno era l’unica persona che credeva in me. Aveva fatto il portiere e allenava i ragazzi del Santa Lucia: il nonno di Diamanti era il presidente e mi proposero di giocare lì. Alino lo conosco da quando aveva cinque anni. Mio nonno mi promise 5 mila lire a ogni gol, alla prima ne feci quattro… Era convinto sarei diventato uno dei più forti attaccanti al mondo. Già poter dire che giocavo in Italia e avevo fatto quattro gol, a quattordici anni, era tanta roba".






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