Vieri: "3-4 attaccanti mi somigliano ma uno è forte forte. Ho scritto a Totti..."
In un evento organizzato da Iliad l'ex attaccante Christian Vieri ha parlato di vari temi ed ha raccontato un retroscena su Totti.

Intervenuto come brand ambassador di Iliad nel nuovo store di Torino, Christian Vieri ha ricordato i suoi pregi da calciatore: "Dovete chiedere agli allenatori. Io sapevo che meglio lavoravo durante la settimana e meglio stavo. Più mi allenavo più andavo forte la domenica: io mi sono sempre allenato tantissimo. Dovevo migliorare in tutto”.
Poi l'ex bomber dell'Inter ha risposto ad altre domande legate al ritiro del calcio giocato: "Ti manca il campo? Si da pazzi, ma a tutti noi. Pure a Totti? Gli ho scritto l’altro giorno, gli ho detto che se vuole tornare a giocare deve farlo, fregandosene degli altri. Lui già non doveva smettere, ora se vuole riprendere deve farlo. Se lo fa felice, deve farlo: c’è Miura che gioca a 57 anni… Gli diranno che è lento, ma che gliene frega”.
Poi sugli eredi nel calcio moderno: "Tre-quattro giocatori mi somigliano: Vlahovic, Lukaku, Haaland, Dovbyk. Per caratteristiche siamo simili. Dovbyk è forte forte”.
Chiusura sulle delusioni più grandi della carriera: “Quando non sono andato al mondiale perché mi sono rotto il ginocchio. Quando ho perso la finale di Champions con la Juve. Quando ho perso il cinque maggio con l’Inter. Fanno parte dello sport, però è bello esserci: sono partito dall’Australia, quando sono arrivato in Italia andavo a vedere Baggio in curva e dopo sette-otto anni poi ho giocato in Nazionale e nell’Inter con lui”.








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