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Under 21, Mangia: "Ho visto benissimo Insigne"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Under 21, Mangia: Ho visto benissimo Insigne
Immagine generata da intelligenza artificiale per AreaNapoli.it a scopo illustrativo

A Radio Crc nella trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Devis Mangia, commissario tecnico della Nazionale Under 21.


A Radio Crc nella trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Devis Mangia, commissario tecnico della Nazionale Under 21. "Ho visto bene Insigne in questi test, anzi benissimo. Fin da quando l'ho conosciuto, non ho mai potuto dire cose negative, perchè è sempre stato perfetto non solo per ciò che concerne le qualità tecniche ma anche quelle comportamentali. Per quanto mi riguarda, non posso che parlare bene di Insigne. Non dico che debbano giocare più giovani nei club, ma dico che i giovani di valore devono giocare e basta. Parlo quindi di merito e non ne faccio una questione anagrafica. Se Insigne se lo meriterà, troverà lo spazio giusto. De Sciglio la sorpresa di quest'anno? Avevo conosciuto Mattia già in Primavera e si vedeva che era un ragazzo di prospettiva. Poi è chiaro che quest'anno ha avuto una crescita incredibile e si è guadagnato parecchio spazio nel Milan e poi nella Nazionale, nell'Under 21 e nella Nazionale Maggiore. Sono molto contento dei giovani. Anche El Shaarawy è cresciuto tantissimo ed è passato nella Nazionale maggiore. Immobile, Florenzi e Gabbiadini, per esempio, stanno facendo molto bene, parlando di calciatori in serie A. Prandelli monitora i test dell'Under 21 per Brasile 2014? Tra me e Cesare i contatti sono frequenti, a prescindere dalla sua presenza a Coverciano. Scambiamo continuamente informazioni e Prandelli è sempre stato sensibile alla crescita dell'Under 21. Anche in serie B ci sono ragazzi che sanno crescendo bene come Caldirola e Rossi del Brescia. In Israele con l'obiettivo di vincere? No, di sognare, così come dice Marrone. Mi piace questo spirito che ha sottolineato Luca, altro giovane di grande valore. Mi piace questa mentalità perchè non dobbiamo metterci addosso pressioni inutili, che non aiutano. Andiamo in Israele consapevoli delle nostre qualità. Sono parecchi anni che non si porta la coppa a casa. Il nostro obiettivo era arrivare a disputare la fase finale in Israele perchè nello scorso Europeo non ci qualificammo e quindi sentivamo l'obbligo morale di arrivare a fare la fase finale stavolta. Viviamo questo momento con uno spirito ambizioso non certo quello di una squadra che vuole fare la comparsa. Quando si arriva in queste competizioni, si è in otto e l'obiettivo cresce man mano che va avanti la manifestazione. Non ho mai partecipato a fasi finali così importanti ma sicuramente inciderà il momento, la condizione fisica e dei dettagli che possono spostare l'equilibrio da una parte o dall'altra. Il livello è abbastanza equilibrato. Forse solo la Spagna sulla carta ha qualcosa in più ma il calcio è bello perchè imprevedibile. Non è un caso che le quattro semifinaliste in Champions League siano due tedesche e due spagnole. Quando il calcio italiano arriverà ai livelli di Spagna e Germania? A livello di Nazionali, abbiamo preso la strada giusta perchè cerchiamo di creare un modello ed un progetto di un certo tipo. È chiaro che poi questo progetto deve svilupparsi in modo massiccio nei club. La Nazionale spagnola e tedesca sono frutto del lavoro dei club. L'Italia ha tutte le qualità per creare un modello che possa primeggiare anche nella qualità del gioco. Bisogna avere le forze delle idee in questo momento, bisogna investire su quello".


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