Trapani: "Ancelotti si è esposto in prima persona, bisogna dare risposte adeguate ai napoletani!"

Il giornalista e scrittore ai nostri microfoni ha commentato il momento del Napoli: Insigne, Lozano e i problemi tattici della gestione Ancelotti.
Paolo Trapani, giornalista e scrittore, ai nostri microfoni ha fatto il punto della situazione in casa Napoli analizzando gli aspetti di natura tattica e i presunti screzi tra il capitano azzurro Lorenzo Insigne ed il tecnico Carlo Ancelotti. Queste le sue parole: "Caso Insigne, qual è la verità secondo me? Non ho un'idea precisa ma credo che qualcosa sia avvenuto. Non mi sbilancio, ma mandarlo in tribuna temo non sia stato casuale. Se è tutto rientrato? Spero di sì, il bene più importante è il Napoli e Napoli, i professionisti devono fare ogni sforzo nell'interesse della città e della squadra. Le polemiche e le criticità esistono sempre, l'importante è uscirne e migliorare".
Il tuo parere sul post del fratello di Lorenzo che ha aspramente criticato il mister.
"I social a volte fanno brutti scherzi, dando spazio a impulsi improvvisi. Credo che il fatto che l'abbia poi cancellato segni proprio questo, un pentimento del gesto e di quanto scritto".
Ti aspettavi questo inizio di stagione altalenante da parte del Napoli?
"No, sinceramente. La squadra è forte, la campagna acquisti la reputo più che buona. La fortuna non ha aiutato ma tutta la rosa deve fare uno sforzo in più in termini di mentalità e cattiveria agonistica".
Quali sono i reali obiettivi stagionali?
"Non li dico io ma credo lo abbia fatto Ancelotti esponendosi in prima persona. Non bisogna avere timore di esprimere le proprie ambizioni ma anche per questo serve la mentalità e il cinismo agonistico adeguati. Altrimenti si rischia di creare solo facili aspettative e questo Napoli ed i napoletani non lo meritano".
Lozano è il calciatore più pagato della storia del club, circa 40 milioni. Al momento fa fatica ad esprimersi: quali i motivi?
"Spesso i calciatori stranieri hanno difficoltà ad ambientarsi nel nostro campionato alla prima stagione. Diamogli fiducia, ha tutti i numeri per fare bene. Le critiche devono essere sempre costruttive per crescere e mai distruttive perché peggiorano un situazione già non facile".
C’è nel Napoli un problema di natura tattica?
"Probabilmente sì. Quello che chiamiamo turn over a me sembra una girandola continua di avvicendamenti che finisce solo col togliere ogni punto di riferimento a tutti, dentro e fuori dal campo. Occorre avere un progetto tecnico ed un'idea chiara. Ma per farlo serve la volontà e l'impegno di tutti. Non è un problema di singoli ma di approccio e mentalità collettiva. È inutile fare processi sommari ai singoli, che sia il mister o i calciatori".








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