Totti rivela: "Un pilastro juventino poteva venire da noi"

La notte di Manchester è un dolce ricordo. Il gol da 38enne intorno al quale l'Europa lo ha dipinto come merita, è roba sua, strettamente sua. Di Francesco Totti che a due passi da Juventus-Roma racconta e si racconta in un'intervista a Repubblica.
Come riportato da Sportmediaset.it, la notte di Manchester è un dolce ricordo. Il gol da 38enne (e tre giorni) intorno al quale l'Europa lo ha dipinto come merita, è roba sua, strettamente sua. Di Francesco Totti che a due passi da Juventus-Roma racconta e si racconta in una bella intervista concessa a Repubblica: "Che il problema è che non abbiamo vinto niente, finora. Momenti così belli li abbiamo già vissuti, ma è il risultato finale quello che conta. Il gol di Manchester? Mi ha telefonato il premier, Matteo Renzi. Mi ha fatto piacere. Mi ricordo nel 2006, quando ero infortunato ed ero in clinica: venne a trovarmi il presidente Berlusconi... Quando succedono cose così, ti gratificano. La Juventus, domenica. Noi contro la Juve, io contro Gigi Buffon che è uno dei pochi amici che ho nel calcio. E' una bella persona, ci mandiamo messaggi, purtroppo abitiamo lontani e peccato non aver giocato nello stesso club. Gigi a un certo punto poteva venire da noi. Mi inorgoglisce quando in campo realizzo qualcosa che avevo pensato di poter fare. Se mi riesce, quell'azione vale doppio e riesco a far innamorare la gente. Gli allenatori coi quali mi sono trovato meglio: Mazzone e Zeman".







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